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Jesi

Coronavirus, Jesi: buoni spesa, ecco i numeri

I dati delle domande a Jesi, dove le risorse sono potenzialmente esaurite e dal 14 aprile è sospesa la possibilità di inoltrare le richieste, e negli altri sette Comuni che gestiscono la pratica tramite l'Asp Ambito IX

La consegna dei buoni spesa a Jesi

JESI – Oltre mille domande a Jesi che, avendo in tale maniera potenzialmente esaurita la dotazione economica che le era stata assegnata, ha sospeso alle 14 di martedì scorso 14 aprile la possibilità di presentare ulteriori richieste. E poi 190 istanze a Maiolati Spontini, 175 a Filottrano, 80 a Castelplanio, 73 a Monte Roberto, 34 a Monsano e Mergo, 25 a Morro d’Alba. È il quadro delle richieste per i buoni spesa alimentari, destinati a soggetti e famiglie in difficoltà a causa della situazione economica venutasi a creare a seguito dell’emergenza Coronavirus, avanzate negli otto Comuni che per la loro gestione si sono affidati all’Asp Ambito IX.

Agli otto Comuni sono stati complessivamente assegnati 358 mila euro, 211 mila dei quali a quello di Jesi. Qui, una volta verificate tutte le istanze, se alcune di queste dovessero infine risultare prive dei requisiti necessari per vedersi assegnati i buoni o dovessero comunque per altri motivi essere respinte, allora si potrebbe tornare ad aprire il bando per nuovi beneficiari per la residua somma disponibile.

Quanto ai requisiti per avere diritto ai buoni spesa, l’Asp, stila la graduatoria sulla base dei criteri determinati dall’amministrazione comunale: soggetti privi di qualsiasi reddito e/o copertura assistenziale; nuclei familiari monoreddito, derivante da lavoro dipendente o da attività autonoma il cui datore di lavoro abbia richiesto ammissione al trattamento di sostegno sia a zero ore che a orario ridotto; nuclei familiari segnalati da soggetti del terzo settore non beneficiari di trattamenti pensionistici validi ai fini del reddito; nuclei familiari in carico ai servizi sociali, sulla base dei bisogni rilevati nell’ambito dell’analisi preliminare o del quadro di analisi da effettuarsi a cura dell’Assistente sociale di riferimento, con priorità per chi fruisce di un minore beneficio.

Spiega Franco Pesaresi, direttore dell’Asp: «Le istanze vengono valutate al ritmo di un centinaio al giorno. Il nodo principale, data la varietà di modalità offerte per la presentazione delle istanze (via Pec, posta elettronica normale o anche whatsapp, nda) e magari per la poca dimestichezza di chi le ha inoltrate con certe procedure, sono i casi di domande doppie o triple o magari, per la fretta, incomplete. Su queste si lavora cercando quanto più possibile di andare incontro alle situazioni di necessità».