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Jesi

Coronavirus, l’azienda Fileni dona 500 mila euro per i dipendenti e la sanità locale

Giovanni Fileni: «La passione e l’amore per il nostro lavoro e per la comunità ci spinge a stringerci attorno ai nostri collaboratori e agli abitanti delle nostre terre. Uniti ce la faremo»

Giovanni e Roberta Fileni

CINGOLI – Cinquecento mila euro di donazione per i dipendenti e la sanità locale. L’azienda avicola Fileni, leader nella produzione di prodotti biologici in Italia, ha deciso di stanziare la consistente cifra a sostegno dei propri collaboratori, circa 2000, e delle loro famiglie con l’adozione di misure specifiche quali un’assicurazione, integrativa rispetto a quella obbligatoria, che tuteli coloro che abbiano contratto il Coronavirus e che prevede indennità da ricovero e da convalescenza, e un bonus del 10% della paga oraria per il periodo dell’emergenza sanitaria, dedicato al personale che opera in produzione. Un’altra parte cospicua sarà quindi devoluta al sistema sanitario della Regione Marche affinché la utilizzi in ambito medico-sanitario e ai Comuni di Cingoli, Jesi e Casteplanio, in modo che le amministrazioni locali possano contare su fondi da allocare per l’emergenza Covid-19.

«Noi di Fileni non siamo un’azienda come le altre – afferma il presidente Giovanni Fileni -. Ci siamo sempre considerati come una grande famiglia, una grande comunità inserita nelle Marche in cui viviamo da sempre e che, da sempre, ci caratterizza con i suoi territori. La passione e l’amore per il nostro lavoro e per i membri della nostra comunità, ci spinge in un momento difficile come questo a stringerci attorno ai nostri collaboratori e a tutti gli abitanti delle nostre terre e, per questo, abbiamo deciso di agire in prima persona, con la spontaneità e la trasparenza che ci ha sempre contraddistinto con un’unica convinzione: uniti ce la faremo».

Grazie all’impegno quotidiano e ai sacrifici dei suoi collaboratori, infatti, Fileni riesce a far fronte alla crescente domanda dei suoi prodotti da parte di clienti e consumatori, accentuata in questi giorni. «Coscienti di questo – spiegano dall’azienda -, abbiamo introdotto tutti i provvedimenti possibili per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, adeguandoci alle prescrizioni governative, compiendo enormi sforzi per riprogettare in brevissimo tempo le linee produttive e distanziando i dipendenti per garantirne la sicurezza. Fileni è, infatti, convinta che la tutela dei propri collaboratori sia la principale priorità perché sono proprio loro il reale valore aggiunto di una realtà che si fa portavoce di una vera e propria comunità composta dagli operai delle linee, dagli allevatori degli animali e dagli agricoltori che coltivano i cereali usati per il mangime».

«Consapevoli della centralità del nostro ruolo in un Paese in difficoltà – rimarcano dall’azienda di Cingoli, area particolarmente colpita dal coronavirus – Non ci siamo tirati indietro e, una volta di più, abbiamo voluto dimostrare il proprio impegno nel sostenere il territorio che la ospita e con cui si identifica».

Fileni ha addirittura anticipato i decreti governativi, spiegano i vertici aziendali. «A tutela della filiera alimentare ci siamo mossi con anticipo, potendo già contare su misure di sicurezza stringenti finalizzate a garantire la qualità del cibo. Questo ci sta consentendo di essere puntuali sia nella produzione che nella distribuzione. Ovviamente, sono mutati i canali di distribuzione. Non serviamo più, in questo momento, la ristorazione, essendo chiuse le attività, ma le persone che mangiano a casa».

Un dipendente Fileni, affetto da coronavirus, è purtroppo deceduto. «Abbiamo immediatamente adottato tutte le misure di isolamento e prevenzione», si specifica. Anche un’altra donna è stata trovata positiva al Covid-19 ma era assente dal lavoro già da qualche tempo prima. «La situazione è assolutamente sotto controllo», sottolineano.

Anche il sindaco di Castelplanio Fabio Badiali ha voluto esprimere con queste parole la propria gratitudine a nome dell’intera comunità: «Ringrazio la famiglia Fileni per aver inserito il nostro Comune, che ospita un importante stabilimento, tra i beneficiari del generoso contributo offerto per far fronte all’emergenza Coronavirus».
«Abbiamo già previsto che tali risorse saranno destinate per far fronte al sostegno dei soggetti più fragili (anziani e persone con disabilità) e delle famiglie maggiormente in difficoltà – prosegue il primo cittadino -. Esempi come quelli della famiglia Fileni, che è intervenuta fortemente anche a supporto della sanità regionale e con un supplemento di attenzione alla tutela dei propri dipendenti, rafforzano la coesione sociale del nostro territorio e mettono in luce ulteriormente l’importanza di questa realtà produttiva che è motivo di orgoglio per tutti noi».

«Ringrazio Giovanni Fileni, e con lui i figli Massimo e Roberta, per l’impegno della famiglia in questo particolare momento».
Così il sindaco di Jesi, Massimo Bacci che ha aggiunto: «Si tratta di un impegno che li vede attenti verso i propri lavoratori, che sono il bene più prezioso di un’azienda, ma anche verso la sanità regionale che oggi più che mai è chiamata ad uno sforzo straordinario. E mi fa particolarmente piacere che tale attenzione si sia manifestata anche nel sostenere i Comuni dove la Fileni è presente, e dunque Jesi, Castelplanio e Cingoli. È la testimonianza del radicamento nel territorio e della sensibilità verso comunità con le quali si è saputo costruire un legame sempre più stretto e solido. Avremo modo di comunicare come saranno destinate le risorse che ci sono state generosamente offerte, individuando l’iniziativa che merita di essere sostenuta».