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Jesi

Cooss Marche, il Covid-19 scatena la crisi. La cooperativa: «Lavoriamo per garantirci un futuro»

Il consiglio di amministrazione propone misure straordinarie, fra le quali il taglio a stipendi e ferie, per gli oltre 2500 soci attivi in tutta la regione. Le proteste dei sindacati e la replica della società

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JESI – Riduzione degli stipendi, delle ferie e dei permessi, revisione della tredicesima. Sono alcuni dei provvedimenti proposti dal consiglio di amministrazione della Cooss Marche – cooperativa attiva in tutta la Regione che conta oltre 2500 soci lavoratori – per far fronte ai mancati introiti causati dall’emergenza Coronavirus.

Già programmata per il prossimo 30 giugno l’assemblea generale che dovrà appunto approvare le «misure di contrasto alla crisi d’impresa straordinaria derivante dalla pandemia Covid, tramite attuazione delle disposizioni dello Statuto». I collaboratori, seppur con dispiacere, sembrerebbero orientati a compiere questo sacrificio per portare avanti i tanti progetti avviati con le fasce più fragili della popolazione (anziani, disabili, etc.).

La cooperativa, che con difficoltà sta cercando riattivare strutture e servizi sospesi durante il lockdown, rimarca l’enorme crollo di fatturato registrato durante il blocco dell’Italia nonché il lavoro immenso, con annessi costi, per adeguarsi alle normative anti-coronavirus. «Il Covid ha messo in ginocchio il terzo settore – fanno sapere -. Stiamo pertanto lavorando per il bene della cooperativa, per metterla in sicurezza, evitando che fallisca. Ci stiamo già confrontando con i lavoratori, ai quali teniamo molto, e abbiamo predisposto un piano per assicurare un futuro alle molteplici nostre attività».

Una decisione che tuttavia non piace all’Usb (Unione Sindacale di Base).

L’avviso di convocazione dell’assemblea generale dei soci

«I soci-lavoratori e le socie-lavoratrici della Cooss Marche – scrive l’Usb – si sono trovati in questi giorni davanti ad un’imminente dichiarazione di “crisi” della cooperativa causata dall’emergenza Covid ancora in atto, crisi emersa soltanto all’ultimo minuto e che non è stata giustificata con la presentazione di dati chiari di cui poter prendere visione. Il CdA ha invece presentato, in vista della votazione in assemblea dei soci il prossimo 30 giugno, alcune proposte di tagli che i lavoratori dovrebbero subire in prima persona, senza considerare che la metà dei dipendenti ha già attraversato mesi difficili dal punto di vista salariale e così sarà ancora (auspicabilmente solo) fino a settembre».

Le misure a cui è stato consigliato di votare in modo favorevole, specifica sempre il sindacato di base, sono «il taglio di 2 giorni di ferie e 4 giorni di permesso dal mese di giugno 2020 al mese di dicembre 2021, la riduzione dello stipendio del 3,7%, dopo aver ricevuto in ritardo una parte degli adeguamenti previsti per il nuovo CCNL, i quali verrebbero praticamente annullati a partire da settembre 2020 fino a dicembre 2021, il taglio della tredicesima per l’anno 2020, o in alternativa possibilità di riceverla sotto forma di prestito da restituire in 60 rate a partire da gennaio 2022. Questi tagli dovrebbero almeno in parte sopperire, sempre secondo il CdA, alla riduzione di fatturato che la cooperativa ha accumulato nel trimestre marzo-giugno per la mancata erogazione di servizi presso i comuni appaltanti, e per l’acquisto dei DPI per poter permettere ai lavoratori (seppur quasi sempre in modo inadeguato e insufficiente) di continuare a lavorare in sicurezza. La situazione così come presentata, per il Sindacato USB e per i Lavoratori è inaccettabile».

Prosegue l’Usb: «Non ci sembra possibile accettare una proposta che, seppur presentata come “sacrifici quasi impercettibili ma inevitabili per scongiurare il rischio che la cooperativa fallisca”, mette mano ai diritti fondamentali di lavoratori già in partenza sottopagati e sottotutelati, che nel frattempo rischiano anche di rimanere senza stipendio per l’intera
estate. Per questo USB insieme ai soci-lavoratori e alle socie-lavoratrici si presenterà giovedì 25 giugno alle ore 14,30 in via Saffi 4 ad Ancona per presidiare gli uffici centrali della cooperativa e richiedere quanto meno l’opportunità di aprire un tavolo di discussione prima dell’assemblea del 30 e provare a trovare proposte più accettabili e meno pesanti per tutti. La situazione così non è più sostenibile, e non è più possibile stare in silenzio».

Si attende a breve una replica da parte della cooperativa.