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Jesi

Jesi, contagi tra i banchi: due positivi alla scuola media Federico II, quattro classi in quarantena

Scatta l'allarme Covid con due ragazzini delle medie positivi, uno delle elementari e un piccino della materna

L'ingresso della scuola media Federico II
L'ingresso della scuola media Federico II

JESI – Il nemico invisibile si insinua anche tra i banchi e costringe alla quarantena le classi degli istituti jesini. Due i casi positivi al Covid-19 confermati alla scuola media Federico II di Jesi, mentre sono in tutto quattro le classi in quarantena preventiva per altrettanti studenti positivi. In quarantena anche i docenti e alcuni collaboratori del personale Ata.

Oltre ai due positivi delle scuole medie inferiori, si sono registrati altri due casi, uno all’elementare Garibaldi e uno alla scuola dell’infanzia La Giraffa. Il dirigente scolastico Massimo Fabrizi aveva già confermato i casi di positività, assicurando che le aule e gli spazi sono stati sanificati. «Tutti sono stati sottoposti a tampone – spiega -, dovranno ripeterlo prima della fine dell’isolamento, il 20 ottobre, e del ritorno a scuola. Stiamo valutando se sarà necessario estendere la didattica a distanza anche ad altre classi».

I plessi saranno sanificati, come detto. In due dei casi si tratta di asintomatici mentre in altri due erano presenti dei sintomi che avevano consigliato di sottoporre i bambini a tampone.

L’allerta resta altissima, soprattutto nel mondo della scuola dove già si è dovuto affrontare la questione Covid tra casi positivi e quarantene, con un brusco ritorno alla didattica a distanza. Il primo allarme, al Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” dove ben 20 classi su 33 erano state costrette alla quarantena preventiva il 21 settembre scorso e solo da lunedì 5 ottobre la situazione è tornata alla “normalità” con il ritorno in classe. Altra situazione all’IIS Galilei il 3 ottobre, ma in entrambi i casi gli studenti positivi erano asintomatici.

Proprio dopo i casi scoppiati all’Istituto comprensivo Federico II con i positivi del quartiere San Giuseppe, il sindaco di Jesi Massimo Bacci ha promosso un incontro – svoltosi questa mattina – per fare il punto sull’emergenza epidemiologica alla luce dei nuovi casi registrati nel quartiere San Giuseppe. Erano presenti i vertici della direzione sanitaria, del dipartimento di prevenzione, dell’Asp Ambito 9, i rappresentanti dei medici di medicina generale, dei pediatri e delle unità speciali di continuità assistenziale, il commissario e il comandante della Polizia locale, assessori e dirigenti.
Nel corso dell’incontro si è evidenziata la criticità presente a San Giuseppe, dove il contagio di un nucleo familiare composto da 7 persone ha portato alla chiusura di alcune sezioni della primaria Garibaldi e della materna Giraffa, ma più in generale delle difficoltà che si incontrano per isolare il prima possibile i contagiati e per trovare posti dove far loro trascorrere la quarantena. Un problema, quest’ultimo, legato al fatto che nel quartiere vivono famiglie numerose in abitazioni di pochi metri quadrati dove il distanziamento è praticamente impossibile.

A ciò si aggiunge, per alcune famiglie, la preoccupazione di dover segnalare al medico lo stato di salute di un proprio componente, pena il rischio di non poter andare magari al lavoro e non avere dunque sostentamento economico. Da parte del personale medico presente all’incontro è stata ribadita la necessità di garantire l’assoluto rispetto delle principali norme di prevenzione: l’utilizzo della mascherina, il distanziamento, l’immediata segnalazione al medico di qualsiasi sintomo. Dall’Asur è giunta invece la richiesta di supporto per individuare spazi dove ospitare persone in quarantena.

Ascoltate le diverse esigenze, il sindaco Massimo Bacci – dopo aver ribadito l’importanza che ciascun soggetto operi nel rispetto delle proprie competenze senza inopportune sovrapposizioni – ha comunicato che l’amministrazione comunale tornerà a chiedere alla Regione di poter utilizzare un piano dell’ex ospedale Murri per ospitare soggetti in quarantena, avendo tale edificio non solo le migliori caratteristiche per tale scopo, ma anche la prossimità con il Carlo Urbani, come sottolineato anche dal rappresentante dei medici di medicina generale.

Nel frattempo, insieme alla Caritas si stanno studiando soluzioni temporanee per garantire l’isolamento a quei contagiati che vivono in abitazioni dove non avere contatti risulta impossibile. Garantiti anche i servizi di consegna spesa e farmaci per le famiglie in isolamento, oltre ad uno studio su strumenti di sostentamento economico per coloro che, a causa dell’isolamento, non possono recarsi al lavoro. La Polizia locale effettuerà controlli specifici sul rispetto dei mascherine e distanziamento, mentre contatti sono stati presi anche con i rappresentanti delle varie comunità straniere per una maggiore sensibilizzazione ed un più stringente controllo per evitare assembramenti negli spazi pubblici e privati.