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Jesi

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La Consulta per la Pace sfida i grandi del mondo

Il gruppo jesino che abbraccia associazioni di italiani e stranieri della città, invita le grandi potenze a "sfidarsi" in un tavolo di pace e chiede al “Popolo della Pace” di scendere nelle piazze per manifestare contro l'indifferenza mediatica

Il Gruppo della Consulta Jesina

JESI – Interviene in questo difficile scenario mondiale la Consulta per la Pace di Jesi, realtà nata nel 1999 come momento significativo della partecipazione della popolazione e dell’associazionismo alla vita della collettività. La Consulta ha come finalità proprio quella di promuovere la cultura della pace attraverso iniziative che mette in piedi durante il corso dell’anno e coordina operazioni concrete per la pace in rapporto alle questioni poste dall’emergenza degli avvenimenti e ciò nell’intento di rendere più efficace, tempestivo ed ampio ogni possibile intervento.

Gli avvenimenti che stanno facendo salire la tensione mondiale a livelli mai visti fino ad ora non lascia indifferente la Consulta jesina e il suo coordinatore Paolo Gubbi, uno dei primi ad affrontare la questione siriana con convegni e incontri. La consulta «condanna tutte le azioni militari intraprese e le minacce gridate da coloro che intendono sfidarsi per il controllo del pianeta mascherandosi dietro i soliti discorsi di “esportare la democrazia” e di “garantire la pace” bombardando territori già martoriati da guerre di cui non si vede ancora la fine. Ai potenti del mondo, la Consulta chiede di “sfidarsi” attorno ad un tavolo di Pace in cui ognuno metta in campo tutte le risorse umane che può, affinchè cessi questa corsa militare e di supremazia degli uni sugli altri. Non si può più tollerare questa indifferenza mediatica mondiale di fronte a tali avvenimenti e chiede al “Popolo della Pace” di scendere nelle piazze, e manifestare il suo dissenso, la sua condanna e la sua preoccupazione per un futuro che si prospetta sempre più insidioso. E agli schieramenti politici italiani chiede di unirsi al “Popolo della Pace” supportandolo in questa azione, senza distinzione di colore e credo, perché non c’è altro valore più importante ed universale della Pace».

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