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Jesi

Consulta per la Pace di Jesi, si dimette il coordinatore Paolo Gubbi

«Mi sembra doveroso, giusto e rispettoso nei confronti di tutti chiarire che le mie dimissioni sono legate assolutamente a questioni strettamente personali» la spiegazione

Marialuisa Quaglieri, Paolo Gubbi e Luca Butini
Da sinistra Marialuisa Quaglieri, Paolo Gubbi e Luca Butini

JESI – Mondo del volontariato e dell’associazionismo ancora in subbuglio. Dopo le recenti frizioni fra amministrazione comunale e parte delle realtà associative emerse in occasione del primo evento di preparazione alla nuova edizione di Volontarja, ecco le dimissioni di Paolo Gubbi dal ruolo- ricoperto dal 2015- di coordinatore della Consulta per la Pace. «Mi sembra doveroso, giusto e rispettoso nei confronti di tutti chiarire che le mie dimissioni sono legate assolutamente a questioni strettamente personali» spiega lo stesso Gubbi.

La Consulta riunisce attualmente trentadue realtà. Fra le sue iniziative di promozione di una cultura della Pace, l’organizzazione della giornata a questa dedicata per l’Epifania- con il tradizionale lancio di palloncini dai bimbi e ospiti di rilievo come ad esempio negli ultimi anni i familiari di Giulio Regeni– e il mercatino estivo dei bambini.

La mostra della Consulta per la Pace di Jesi

«Arriva- spiega Gubbi- il momento in cui dobbiamo prendere delle decisioni inevitabili, dovute a situazioni della nostra vita personale che mutano, che cambiano e ci assorbono più energie del previsto. Con rammarico ma consapevole della decisione presa, dopo aver riflettuto con la mia famiglia, sono qui a porgere le mie dimissioni da tutte le cariche ricoperte nell’ambito del mondo del Volontariato e dell’Associazionismo. La mia decisione è a tempo indeterminato ed irrevocabile, augurandomi tempi migliori in cui io possa riprendere quel cammino che tante soddisfazioni mi ha donato».

Prosegue Gubbi: «Desidero ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di svolgere le attività benefiche, dalle Istituzioni, alle Associazioni tutte, in particolar modo Avis, fino ad ogni singolo Volontario, senza dei quali non avrei potuto fare tutte quelle attività in cui ho messo sempre passione, energie, resistenza ed il cuore. Non sta a me, certamente, giudicare se sono sempre riuscito nel modo migliore a portare avanti i temi della Solidarietà, della Pace e della Cultura della Donazione. Di una cosa, però, sono convinto: lascio una Consulta forte ed un’Avis sempre presente sul territorio e nella società cittadina. Continuerò la mia opera di volontario come donatore di sangue, finchè la salute me lo consentirà. A tutti voi auguro di perseguire e continuare le attività benefiche, soprattutto dopo il periodo durissimo del Covid 19, in cui vi ha visto sempre protagonisti assoluti. A chi verrà dopo di me, auguro di fare sempre meglio. Giungano a tutti voi la mia riconoscenza e la mia gratitudine. Grazie di cuore».