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Jesi

Jesi, il Comune: «Limitare l’uso dell’auto è il nostro obiettivo»

Confermata in consiglio comunale l'introduzione dei parchimetri al piazzale delle Conce. L'assessore Cinzia Napolitano: «La concezione autocentrica della città deve finire»

JESI – Il parcheggio delle Conce sarà messo a pagamento. I centoventi posti auto, spesso pieni in quanto gratuiti, saranno regolamentati da parchimetri. Non ancora definiti i tempi, ma si presume che la “rivoluzione” della sosta possa essere messa in atto a partire dal prossimo anno. Andrea Binci del Pd, oggi in consiglio comunale, ha chiesto conferme in merito mediante interrogazione. A risponderle, l’assessore alla mobilità, Cinzia Napolitano.

«La scelta di mettere a pagamento le Conce è strategica – spiega l’esponente di giunta -. Essa deriva da considerazioni fatte sull’andamento del traffico in città. Ci darà infatti la possibilità, introducendo contestualmente i parchimetri in altre aree vicino al centro storico, di limitare l’utilizzo dell’automobile in questa zona, incrementando l’uso di altri mezzi di trasporto. La Conerobus sta lavorando all’introduzione di due nuove corse di navetta a servizio della città vecchia e stiamo modificando le altre linee degli autobus per renderle ancora più funzionali. Dobbiamo cercare di limitare l’uso del mezzo privato, la concezione di città autocentrica deve finire».

Insoddisfatto Binci. «Molti cittadini sono contrari – evidenzia il consigliere del Pd -. Le attività del centro sono in difficoltà e il prossimo anno avranno a che fare anche con il cantiere di Corso Matteotti. La sosta a pagamento alle Conce non li agevolerà di certo. Pertanto, non credo sia una scelta saggia, questa, da parte dell’amministrazione, che invece dovrebbe favorire la fruizione di vicoli e piazze. Ridurre il traffico è buona cosa, ma non a scapito dei cittadini».

Perplessità analoghe a quelle già espresse da Jesi in Comune. «Il progetto di questa Giunta è che questa parte della città debba diventare un contenitore notturno (quando i parcheggi sono gratis) e un “abbandono” diurno, con poche attività e servizi che resisteranno. Il provvedimento probabilmente è frutto della volontà di fare cassa e fino a prova contraria denota l’assenza di progettualità. In centro andrebbero riportati e mantenuti anche esercizi commerciali rivolti alla generalità della popolazione, oltre che il necessario per i residenti (e per la movida; chissà se è possibile pensare anche al ripristino di qualche bagno pubblico?)».