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Jesi

Jesi, il Comune si tira indietro sul biodigestore

L'assessore all'ambiente Cinzia Napolitano ha comunicato ufficialmente, in occasione dell'assemblea dell'Ata Rifiuti, che la città non è più disponibile a ospitare l'impianto

Un biodigestore
Un biodigestore

JESI – Nessun biodigestore in città. Né alla Coppetella, né all’ex Sadam. L’amministrazione Bacci si tira indietro: non è più disponibile ad ospitare a Jesi l’impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti. Dopo mesi di polemiche, fra i partiti e fra i vari livelli istituzionali, la vicenda si risolve in appena un minuto.

A comunicarlo ufficialmente, in occasione dell’assemblea dell’Ata Rifiuti, l’assessore all’ambiente Cinzia Napolitano. «I due siti del Comune di Jesi (Coppetella ed ex Sadam), per non perdere tempo, conviene proprio toglierli, non credo siano più disponibili – le parole dell’esponente di giunta -. Anche per semplificare la vita a quanti dovranno fare le valutazioni». Dal canto suo, l’Ata ha specificato che serve una rinuncia formale, per il momento non ancora arrivata.

Al minuto 37.46 l’intervento dell’assessore Cinzia Napolitano

A confermarlo è lo stesso sindaco Massimo Bacci, che in più occasioni si è espresso sul tema. «La politica – ha detto qualche mese fa – resta colpevolmente immobile da almeno cinque anni sulla realizzazione, nella nostra provincia, di un impianto per il recupero della frazione organica dei rifiuti in una logica di economia circolare. Ed i cittadini, tutti, ne pagano le conseguenze: sia economiche, con un costante e progressivo aumento della tassa rifiuti, sia ambientali con camion di rifiuti che vengono smaltiti a centinaia e centinaia di chilometri».

Jesi aveva posto delle condizioni ben precise per l’insediamento del biodigestore, ma sono trascorsi mesi senza risposte chiare, anche a causa dell’emergenza sanitaria dettata dal covid. Si chiude, pertanto, una vicenda che ha spesso monopolizzato il dibattito consiliare.