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Jesi

Jesi, un Comune per 225 persone

Più donne che uomini in Municipio. Le dipendenti laureate superano in numero i colleghi maschi. Tre i lavoratori under 30. Età media oltre i 50 anni

L'atrio del comune di Jesi
L'atrio del comune di Jesi

JESI – Sono 225 i dipendenti del comune di Jesi (rilevazione 31/12/2019). Di questi, 121 sono donne. L’età media dei dipendenti è di oltre 50 anni. Ci sono solo tre lavoratori under 30. Relativamente al titolo di studio, le donne battono i colleghi maschi. Sono 33 quelle che hanno ultimato l’università, contro 22 uomini. Non sono considerati, ovviamente, i dipendenti delle municipalizzate, Jesiservizi in primis.

La quantificazione è stata effettuata per elaborare ed approvare il piano triennale delle azioni positive. Questi gli obiettivi:

  • Continuare a favorire la partecipazione a corsi di formazione professionale che offrano possibilità di crescita e miglioramento, indistintamente a tutto il personale dipendente, dedicando la dovuta attenzione a due importanti tematiche, rappresentate dalle “pari opportunità” (con il supporto del CUG ed anche con la collaborazione della Consigliera di Parità) ed anche dalle “corrette relazioni umane/professionali nell’ambiente di lavoro e la prevenzione dello stress lavoro correlato” (con il supporto del CUG ed anche con la collaborazione della Consigliera di Parità. Programmare incontri di informazione/formazione su tali tematiche su proposta della Consigliera di Parità;
  • Continuare a favorire articolazioni orarie che consentano la migliore conciliazione delle responsabilità familiari e professionali, nel rispetto delle esigenze di servizio;
  • Continuare a promuovere concrete opportunità di sviluppo di carriera e di professionalità, anche attraverso l’attribuzione degli incentivi e delle progressioni economiche, compatibilmente alle risorse disponibili e nel rispetto delle norme di legge e contrattuali. Pertanto, tenendo conto delle esigenze di servizio e nel rispetto delle disposizioni normative e contrattuali che disciplinano la formazione, l’orario di lavoro, gli incentivi e le progressioni economiche, la gestione delle risorse umane e le misure organizzative continueranno a tener conto dei principi generali previsti dalle normative in tema di pari opportunità, al fine di garantire un giusto equilibrio tra le responsabilità familiari e professionali, anche in considerazione di particolari situazioni personali, sociali o familiari.