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Jesi, il sindaco Bacci: «Chiusi tutti i contenziosi relativi all’Interporto»

Accordo raggiunto con i privati espropriati e la società intermodale. «Rischiavamo di pagare diversi milioni di euro»

Interporto Marche
Interporto Marche

JESI – «Abbiamo chiuso tutti i contenziosi pendenti con la società Interporto e i privati espropriati. Rischiavamo di pagare diversi milioni di euro». A darne comunicazione è il sindaco Massimo Bacci, ringraziando l’ufficio legale del Comune, il segretario generale e gli uffici tecnici. È la parola fine a uno dei fronti più insidiosi per il municipio degli ultimi trent’anni.

«Abbiamo chiuso tutte le questioni in sospeso – riferisce il sindaco Bacci -. I privati e la società Interporto, e prima il Cemim, hanno rinunciato a qualsiasi richiesta nei confronti del Comune, parliamo di diversi milioni di euro. Si era infatti creato un contenzioso pericoloso, che poteva creare non pochi problemi. Con il rifinanziamento di Interporto Marche e la risoluzione delle criticità, siamo riusciti a sistemare il pregresso e mettere la parola fine alle vicende in sospeso».

Nel 2014, dopo venti anni dall’avvio dei procedimenti giudiziari, gli ex vertici del Cemim-Centro merci intermodale Marche per la costruzione dell’interporto, che avevano patteggiato la pena negli anni Novanta, dopo la revoca della sentenza, sono stati assolti dalle Corti d’appello dell’Aquila e di Campobasso dalle accuse di truffa e bancarotta.

Con la vendita del terminal intermodale e l’aumento di capitale sottoscritto da Regione (che ora detiene il 95% delle quote), Provincia di Ancona, comuni di Jesi e di Morro D’Alba e cooperativa Tadamon, si è aperta una fase nuova per L’Interporto. «Speriamo sia la volta buona – l’auspicio del presidente di Interporto Marche, Marco Carpinelli -. Ci sono le condizioni per poter far svolgere alla società il ruolo che le è naturale, il coordinamento dell’intermodalità». Da mesi, ormai, si parla di un interesse di Amazon per una porzione dell’area della Coppetella, ma il colosso dell’e-commerce non è mai venuto allo scoperto, lasciando che siano gli intermediari specializzati a trattare. Si parla infatti di un hub logistico da un migliaio di posti di lavoro, fra i più grandi d’Europa, che cambierebbe radicalmente il volto della Vallesina e della Regione.