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Jesi

Jesi, il Comune accende le telecamere-spia ai semafori

Il sindaco Massimo Bacci annuncia il giorno di attivazione dell'occhio elettronico negli incroci di viale del Lavoro, che fotograferanno chi passa con il rosso

I semafori "spia" a Jesi

JESI – Nessuna sorpresa. Le telecamere-spia lungo viale del Lavoro saranno attivate lunedì 20 luglio. Ad annunciarlo è il sindaco Massimo Bacci. L’occhio elettronico è stato installato agli incroci con viale della Vittoria e con la chiesa di San Giuseppe e fotograferanno chi passa con il semaforo rosso.

«C’è chi attiva in gran silenzio le telecamere per controllare il rispetto del codice della strada, rallegrandosi poi nel vedere i soldi incassati dalle inevitabili multe – le parole del sindaco Bacci -. E c’è chi sceglie di dirlo ai quattro venti, perché l’interesse, quello vero, non è assolutamente vessare i cittadini, piuttosto assicurare la piena sicurezza in strada. Per questo, dopo aver allestito da tempo una evidente cartellonistica, già da oggi annunciamo che a partire da lunedì 20 luglio saranno attivate le telecamere ai semafori di due degli incroci più critici della città, quelli lungo Viale del Lavoro all’altezza della Fiat (incrocio con Viale della Vittoria e Via Garibaldi) e della chiesa di San Giuseppe (incrocio con Via San Giuseppe). A tutti l’invito a fare attenzione: per le multe, perché saranno salate con la sospensione della patente in caso di doppia infrazione, ma soprattutto per l’incolumità di ciascuno. Perché, come ci insegnavano i nostri nonni, è meglio perdere un minuto nella vita che la vita in un minuto».

I semafori “spia” a Jesi

Il funzionamento è simile a quello dei varchi elettronici del centro storico: le telecamere sono pensate in maniera tale da produrre filmati e scattare fotogrammi solo in presenza del transito di un veicolo con la lanterna semaforica accesa sul rosso. I dati immagazzinati confluiscono in un centro dati a cui la Polizia Locale attinge via internet. Ogni sequenza fotografica viene verificata da un agente che la deve validare. A quel punto scatta il verbale di contestazione: 168 euro di multa e la decurtazione di 6 punti sulla patente di guida, imponendo al proprietario del veicolo di comunicare entro un lasso di tempo definito il nominativo di chi era alla guida al momento dell’infrazione.

Affinché si possa avere l’infrazione è necessario che si verifichino tre condizioni: il semaforo deve essere rosso, deve essere trascorso il “delay time” (un ritardo impostato dal Comune secondo gli studi effettuati a livello nazionale), la targa deve essere rilevata prima in zona di non violazione e successivamente in zona violazione. Se tutti tali vincoli non sono rispettati, la violazione non viene rilevata. In buona sostanza, il rosso deve essere scattato nel momento in cui il conducente è in grado di vederlo. La multa potrebbe arrivare, in casi specifici, fino 300 euro. In caso di recidività nell’arco di un biennio, il passaggio col rosso al semaforo può comportare anche la sospensione della licenza di guida.