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Jesi

Jesi, code al pronto soccorso. L’Asur chiarisce e l’amministrazione valuta un consiglio aperto

L’azienda sanitaria si è riorganizzata per ridurre i tempi di attesa all’ospedale Carlo Urbani. Il sindaco Fiordelmondo sta incontrando medici e infermieri

L'ospedale Carlo Urbani di Jesi

JESI – Lunghe attese al pronto soccorso, l’Asur Marche si riorganizza. Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, nel contempo, incontra medici e infermieri e valuta l’indizione di un consiglio comunale aperto sulla sanità.

«Dal 1 luglio e per tutto il periodo estivo – spiegano dall’Area Vasta 2 – il pronto soccorso di Jesi si è riorganizzato nei turni. Per poter avere un numero adeguato agli accessi e, nel contempo, dare l’opportunità al personale di poter usufruire delle ferie, si è ricorso all’utilizzo dei medici dei reparti ospedalieri a supporto del turno notturno con un medico del Pronto Soccorso con la funzione di Team Leader deputato alla gestione dei codici di maggior complessità ed un medico dei reparti in affiancamento per la gestione dei codici di minor gravità. Si precisa che i tempi medi di presa in carico dei pazienti al momento attuale sono i seguenti: Codice Rosso: 5 minuti – Codice Arancio: 27 minuti – Codice Azzurro: 1 h e 29 minuti – Codice Verde: 2 ore e 17 minuti. Questi dati sono facilmente verificabili perché costantemente esposti nel monitor della sala di attesa del PS».

Non manca la frecciatina. «Non risulta nel modo più assoluto che anziani abbiano aspettato 24 ore prima della presa in carico ed è sgradevole per chi lavora con costanza ed impegno da anni in PS leggere che l’Ospedale di Jesi è in mano alla divina provvidenza – si legge nella nota -. Il PS di Jesi è in mano a professionisti che cercano con tutte le loro forze e competenze di dare la risposta più adeguata al paziente anche nei momenti di iperafflusso di pazienti».

Sulla questione si muove ormai da inizio mandato anche il sindaco Lorenzo Fiordelmondo. «Sto organizzando incontri con gli attori del mondo della sanità, vale a dire medici e infermieri. Vedrò anche qualche sindaco – le sue parole -. I problemi sono differenti. Ho pensato di riprendere la richiesta fatta nel consiglio comunale scorso, ovvero la convocazione di una apposita commissione, trasformandola poi, in termini di proposta, in un consiglio comunale aperto. Credo sia fondamentale che sulla sanità possa esserci un ragionamento costruttivo e proficuo, analizzando quello che c’è e ciò che manca per provare a mettere sul piatto delle soluzioni. È una spinta istituzionale, da sindaco mi sento in dovere di rimettere la sanità al centro del dibattito cittadino, offrendo alla città e al territorio uno spazio aperto di confronto. Il tema è centrale. Ad oggi siamo nella fase del confronto. Se ce ne sarà la necessità, e arriverà una richiesta condivisa, proveremo a organizzare un consiglio comunale aperto. Riteniamo indispensabile verificare assieme a tutti gli attori istituzionali, e a quanti operano sul campo, quelle che possono essere eventuali soluzioni».