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Jesi

Clabo, accordo da 10 milioni di dollari sul mercato statunitense

Spiragli post pandemia. Nel primo semestre 2021 vendite nette per 22,84 milioni di euro, in crescita del 23%, utile netto di 74mila euro rispetto alla perdita di 6,03 milioni di euro contabilizzata nei primi sei mesi del 2020

La Clabo di Jesi, società attiva nel settore delle vetrine espositive professionali per gelateria, pasticceria, bar, caffetteria ed hotel, quotata sul mercato Aim Italia, ha concluso, attraverso la consociata Howard McCray, un nuovo accordo commerciale con una primaria catena di distribuzione statunitense per la fornitura di 450 vetrine l’anno per 4 anni a partire dal terzo trimestre 2021. Il valore dell’accordo è di circa 2,5 milioni di dollari l’anno per un totale di 10 milioni di dollari. Nell’accordo è previsto il rispetto dei volumi di acquisto e di frequenza nel ritiro dei lotti di vetrine prodotti da HMC. Sono inoltre previsti meccanismi di aggiustamento automatico dei prezzi di vendita legati alle quotazioni ufficiali di alcune materie prime.

Nei giorni scorsi, il consiglio di amministrazione della Clabo ha anche reso nota la Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2021, che vede il miglioramento del fatturato dopo le difficoltà legate alla pandemia mondiale. Le vendite nette sono state pari a 22,8 milioni di euro, in crescita del 23% sul primo semestre del 2020, l’EBITDA è stato di 3,8 milioni di euro (negativo per 3,7 milioni di euro al 30 giugno 2020) con EBITDA margin al 14,5%, mentre il risultato netto ha raggiunto gli 0,6 milionidi euro (negativo per 5,9 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno scorso). La Posizione Finanziaria Netta si è assestata a 37,3 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 38,1 milioni di euro al 31 marzo 2021.«I primi sei mesi del 2021 hanno registrato per il nostro gruppo quel deciso recupero di ricavi e marginalità che auspicavamo – ha commentato il presidente Pierluigi Bocchini – La soddisfazione è ancora maggiore perché a fine agosto abbiamo raggiunto un livello progressivo degli ordinativi superiore non solo al 2020, penalizzato dagli effetti della pandemia, ma anche rispetto al 2019».  «I dati finanziari sono in netto miglioramento, la PFN è in calo per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, nonostante l’aumento del capitale circolante come conseguenza della crescita del livello dei ricavi», ha aggiunto.

Gli ordinativi al 31 agosto 2021 risultano pari a 33,8 milioni di euro, in aumento del 34% sullo stesso periodo del 2020 e del 9% rispetto a quello del 2019. Il management della società è perciò confidente di poter raggiungere, come già comunicato, il target dei ricavi consolidati compresi tra i 45 ed i 47 milioni per l’intero esercizio. Allo stesso tempo, Clabo sottolinea che sui margini di contribuzione (comunque allineati a quelli previsti a budget) pesano  «le persistenti difficoltà di approvvigionamento a causa della scarsità di materie prime dovuta all’alta domanda mondiale».