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Jesi

Chiusura Caterpillar, è il giorno della manifestazione a Jesi. Vezzali: «L’azienda si sieda al tavolo, reinserimento dei dipendenti»

Corteo da Porta Valle, in piazza Federico II interventi di sindacati e istituzioni e momento musicale. Potrebbe esserci il ministro Orlando. Adesione di Aguzzi, appello di Morani

Caterpillar di Jesi
Lo stabilimento Caterpillar di Jesi (Foto: Provincia di Ancona)

JESI – Appuntamento oggi, 23 dicembre, a Jesi, con la manifestazione promossa da Comune e sindacati (Cgil-Cisl-Uil; Fiom-Fim-Uilm) a sostegno di lavoratori e lavoratrici dello stabilimento Caterpillar di cui è stata annunciata la chiusura. Previsti un corteo, che si formerà e muoverà alle 16 da Porta Valle, e un momento di interventi e musicale che si è deciso di concentrare, per andare incontro alle esigenze di spazio e sicurezza anti- covid, in piazza Federico II: alle 17 gli interventi di sindacati e istituzioni e alle 18,30 l’esibizione musicale dei Sambene e le testimonianze dei dipendenti Caterpillar.

Dalle 16 a fine evento saranno chiuse al traffico Piazza Federico II e via Pergolesi. All’intersezione fra viale della Vittoria e viale del Lavoro, al passaggio del corteo, divieto di svolta in via Setificio e obbligo di proseguire diritti. Il corteo salirà per le vie Setificio e Garibaldi, dove si dividerà in due tronconi (su via del Fortino e via Sauro) per convergere poi su Piazza Federico II.

Da sinistra le sottosegretarie marchigiane al governo Draghi, Rossella Accoto e Valentina Vezzali (foto da pagina Fb Valentina Vezzali)

Annunciata ma fino alla tarda serata di ieri non confermata ufficialmente la presenza del ministro del Lavoro Andrea Orlando. Oggi peraltro sono in programma a Roma l’approvazione della Finanziaria al Senato e la cabina di regia sui provvedimenti anti-contagio in vista delle Feste di fine anno. Dal Governo a farsi sentire è la sottosegretaria jesina Valentina Vezzali, nei giorni scorsi in visita al presidio davanti allo stabilimento di via Roncaglia: «Assieme alla sottosegretaria al Lavoro Rossella Accoto (l’altra rappresentante marchigiana al Governo), abbiamo approfondito il tema dell’annunciata chiusura dello stabilimento di Jesi dell’azienda Caterpillar. Ciò che stupisce è che non sia stato presentato alcun piano industriale ma semplicemente la volontà di dismettere un impianto produttivo di fondamentale importanza per tutta la regione! La Caterpillar è un’azienda che per anni ha beneficiato di un rapporto intenso con il territorio marchigiano e che non può essere oggi interrotto senza neanche un confronto con le parti sociali, con i rappresentanti della Regione e con il Governo. L’auspicio è che l’azienda si sieda al tavolo delle trattative per capire eventuali possibilità di reinserimento lavorativo dei dipendenti, anche attraverso percorsi formativi che possano permettere un eventuale reimpiego in altre realtà industriali marchigiane».

L’assessore regionale Stefano Aguzzi al presidio Caterpillar a Jesi

Ci sarà oggi l’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi: «La mia presenza al corteo vuole testimoniare la vicinanza della Regione Marche ai dipendenti dell’azienda e alle loro famiglie. Continueremo ad essere al loro fianco in questa difficile fase, cercando di mettere in campo tutte le nostre capacità e risorse per poter giungere ad una soluzione, a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori e della tenuta stessa del tessuto sociale ed economico del territorio».

Chiusura Caterpillar, all’onorevole Alessia Morani mostrata la felpa beffa celebrativa dei 25 anni dell’azienda a Jesi

La deputata Pd Alessia Morani chiama al coinvolgimento tutti gli altri colleghi e colleghe parlamentari marchigiani: «Ho inviato per mail a tutti i deputati e senatori marchigiani questo appello per la Caterpillar dì Jesi. Togliamoci le casacche dei partiti per aiutare i nostri concittadini! Care colleghe e cari colleghi, la vicenda della Caterpillar dì Jesi è dì una gravità senza precedenti. A pochi giorni dalle feste di Natale, l’azienda licenzia, senza motivo e improvvisamente, 260 lavoratori, tra diretti e somministrati. Nel merito, Caterpillar non ha problemi finanziari, aveva annunciato qualche mese fa un forte aumento di produzioni con la possibilità di stabilizzare anche un numero importante di somministrati. Inoltre, l’apertura della mobilità a pochi giorni dalle ferie, porta a una tempistica di confronto che scadrà il 25 febbraio 2022. Un modo, appare evidente, per non voler discutere e rimanere rigidi nella posizione assunta, posizione del resto ribadita all’incontro in Regione del 21 dicembre. Di fronte a questo atteggiamento, solo un intervento diretto e forte del governo può portare la multinazionale a tornare sulle sue posizioni e a sedersi seriamente a un tavolo. Come parlamentari marchigiani, impegniamoci tutti insieme per chiedere che l’esecutivo prenda immediatamente in mano il dossier e convochi subito l’azienda e i sindacati al Ministero dello Sviluppo Economico. La difesa dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori non ha e non deve avere colore politico. Per questo vi chiedo dì sottoscrivere questo appello al governo affinché si possano trovare soluzioni per questi nostri concittadini».

La deputata jesina Cinque Stelle Donatella Agostinelli dice: «Massima vicinanza e pieno sostegno ai lavoratori della Caterpillar di Jesi, che manifesteranno contro le procedure di messa in mobilità disposte da un’azienda che, pur non essendo in crisi, ha stabilito di doversi disfare di chi, fino ad oggi, ha garantito produzione e crescita. Purtroppo saremo in Aula al Senato per l’approvazione della Manovra e del PNRR ma idealmente sarò anch’io in piazza con i lavoratori. Spero che il governo si attivi per gestire questa crisi. La presenza del ministro del Lavoro Orlando alla manifestazione dei lavoratori è un ottimo segnale, che va nella direzione giusta. Ora come ora, con il Covid che non accenna ad allentare la presa, è più che mai necessario tutelare il lavoro e le persone e in questo anche le aziende devono fare la loro parte. In condizioni eccezionali come quelle che stiamo vivendo è necessario superare la visione del profitto e lasciare spazio alla solidarietà e alla cooperazione».

Adesione alla lotta dei lavoratori da parte dell’Istituto Gramsci Marche – Sezione di Jesi e Vallesina: «Chiudere da un giorno all’altro uno stabilimento produttivo, gettare nella disperazione centinaia di persone, impoverire economicamente e professionalmente un territorio dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, come la ricerca continua di super profitti ignori le ragioni della solidarietà e della dignità di chi lavora. Quelli che vengono calpestati non sono solo i diritti dei singoli operai, ma anche quelli di una realtà, quella jesina, che ha dato, nel tempo, energie e sostegno alla produttività dell’azienda. Gramsci avrebbe definito tutto ciò: sovversivismo delle classi dirigenti! La battaglia per preservare sia un sito produttivo all’avanguardia e con rilevanti competenze, sia i livelli occupazionali sarà impegnativa. L’unità del movimento sindacale e di tutte le forze sociali e politiche di Jesi e della Vallesina, della Provincia, della Regione sarà fondamentale. Il Governo nazionale dovrà fare la propria parte. La lotta dei lavoratori della Caterpillar dovrà diventare la lotta di tutta una città, come lo furono quella per la Gherardi, nei primi anni settanta, e poi quella per la SIMA, negli anni ottanta e novanta. L’Istituto Gramsci darà il proprio contributo per aiutare i lavoratori a vincere questa battaglia dove sono in gioco la dignità e il futuro degli uomini, delle famiglie e del lavoro».

Stamattina si terrà ai cancelli Caterpillar il direttivo Fiom Cgil Pesaro- Urbino: «La vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori della Caterpillar Jesi interessa tutto il Paese in quanto non si può più permettere alle aziende, che hanno usufruito di finanziamenti pubblici, di delocalizzare semplicemente per aumentare i propri profitti, fregandosene della responsabilità sociale. La vertenza Caterpillar conferma lo schema di un certo capitalismo predatorio che con freddezza e cinismo depaupera i territori: profitti in cambio di macelleria sociale. Alle 11 saremo davanti ai cancelli e parteciperemo alla grande manifestazione. Riteniamo indispensabile portare la solidarietà delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici pesaresi ai lavoratori Caterpillar di Jesi e dare sostegno a tutte le loro lotte, presenti e future».

Aderisce al corteo il Comitato Abitanti centro storico di Jesi: «Sostegno a tutte le iniziative messe in campo per salvaguardare il loro futuro lavorativo, nonché alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali che in questo momento si stanno battendo per cercare una soluzione positiva. Il lavoro non si tocca. La multinazionale che ha deciso di chiudere la Caterpillar non offende solo le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda ma l’intera comunità. Ecco chi paga il prezzo più caro, le famiglie dei lavoratori e lavoratrici che perdono il posto dalla sera alla mattina per colpa del profitto delle multinazionali e per l’assenza di un adeguata normativa che regoli questi “sporchi giochetti”. La politica in Italia deve fare la propria parte varando leggi che garantiscano regole di salvaguardia del lavoro che vuol dire anche salvaguardia dei diritti e della dignità che sono le basi della nostra Costituzione. Le multinazionali non possono permettersi di realizzare profitti enormi sfruttando i territori e le comunità, per poi abbandonarli delocalizzando all’estero, dopo aver raccolto anche i vari incentivi che negli anni lo Stato italiano ha garantito».