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Jesi

Chiaravalle, vicenda Chiostro/Orto del prete: si apre la strada delle richieste di risarcimento

La ex sindaca Daniela Montali parla di vicenda strumentalizzata e di famiglie messe in ginocchio da accuse infondate

La ex sindaca Daniela Montali con gli ex assessori e l'architetto Natalini

CHIARAVALLE- Un gruppo politico che improvvisamente è stato cancellato dalla vita politica e sociale di una cittadina. Famiglie insonni, costrette e camminare a testa bassa per un’accusa pesantissima poi rivelatasi infondata, cifre esorbitanti per difese legali che non sarebbero state necessarie, persino chi ha cambiato lavoro e città. I sette anni di processo per il presunto danno erariale al Comune di Chiaravalle a carico della ex sindaco Daniela Montali, della sua giunta, dei tecnici e del consiglio comunale ha letteralmente cancellato l’esistenza politica e sociale di tante persone. Oggi con l’archiviazione della vicenda, si apre una strada nuova per le vittime di questo ingiusto procedimento giudiziario: la richiesta di risarcimento danni per quanto patito e per quanto speso, dopo l’esposto presentato dal sindaco Costantini.

La ex sindaca Daniela Montali

«Il nostro lavoro, il nostro buon governo e quanto fatto nell’interesse di Chiaravalle improvvisamente azzerato da un cumulo di menzogne – dice la ex sindaca Daniela Montali – è gravissimo. Stiamo valutando un’eventuale richiesta di risarcimento danni anche per riprendere fiato in una città dove per anni è stata alimentata una campagna di odio che va ben al di là delle divergenze politiche».

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Nel corso di un incontro organizzato oggi pomeriggio all’Isola di via Giordano Bruno, gli ex amministratori – rimasti coinvolti in una vicenda giudiziaria conclusa con la prescrizione in sede penale del processo per abuso d’ufficio e con l’archiviazione presso la procura della Corte dei Conti per un presunto danno erariale di un milione – si tolgono una montagna di sassolini dalle scarpe. Sette anni di pietre pungenti che li hanno costretti a zoppicare nella stessa città nella quale hanno operato per molto tempo e sempre con l’obiettivo di un miglioramento. Non solo la ex sindaca Montali, ma anche l’ex responsabile dell’Ufficio Urbanistica architetto Armando Natalini (costretto a cambiare lavoro dopo 30 anni e anche città); l’ex assessore all’Urbanistica Giulia Fanelli, l’ex vicesindaco Antonio Moscatelli, altri consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Tutti all’unanimità convinti di una omissione in mala fede da parte di chi ha presentato l’esposto per il presunto danno erariale, senza far menzione alla delibera del 1985 in cui erano riportati i termini della convenzione tra Comune e parrocchia sulla questione del chiostro. E in una tentacolare vicenda, che affonda le radici agli albori di una Chiaravalle divisa tra il potere della chiesa e quello dell’allora partito comunista entrambi in lizza per l’acquisto del chiostro, si insinua anche l’ipotesi di costruzione di un supermercato da edificare nell’area ex-Cral, ma l’ex assessore Giulia Fanelli precisa: «si è volutamente alzata tanta polvere e creata molta confusione, ma va chiarito che questo supermercato non c’entra nulla con l’oggetto dell’esposto alla Corte dei Conti e che il diniego alla sua realizzazione è stato possibile grazie agli atti e agli strumenti urbanistici redatti dalla nostra amministrazione, non da chi ha amministrato Chiaravalle nelle ultime due legislature». «L’unica cosa certa – conclude Moscatelli – è che sono stati anni in cui la vita si è fermata ed è stato fatto tanto male a troppe famiglie».