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Jesi

Atto vandalico alla Cgil, ma è solo una pallonata

Rifondazione torna sull'episodio: «La nostra una reazione d'istinto ma anche a Chiaravalle si nota un rigurgito di fenomeni fascisti»

Corso Matteotti, la strada principale del centro storico di Chiaravalle
Corso Matteotti, la strada principale del centro storico di Chiaravalle

CHIARAVALLE – È stata la pallonata di un ragazzino a provocare il danno alla bacheca della Cgil di Chiaravalle. Nessun vandalo dunque, semplicemente l’euforia di un giovane calciatore.

La rottura della bacheca dove era sistemato il manifesto della campagna nazionale “Mai più fascismi”, aveva provocato la reazione delle forze politiche (leggi l’articolo) che avevano espresso la loro solidarietà. Rifondazione, uno dei primi ad intervenire sull’accaduto, chiede scusa per l’abbaglio e precisa: «La rottura della bacheca Cgil non è stato, per fortuna, un altro brutto episodio di provocazione fascista, solo l’esuberanza agonistica di un ragazzino che si sognava Ronaldo. Se abbiamo risposto con una reazione istintiva, del resto indotta da articoli di stampa e autorevoli prese di posizione come quelle dell’Anpi o del Psi, è forse perché da tempo il clima nel Paese e pure a Chiaravalle è quello del frequente rigurgito di fenomeni fascisti, fossero scritte sui muri, esibizioni di vessilli e cori durante le manifestazioni sportive, razzismo vomitato sui social, rivisitazioni calunniose della storia della Resistenza».

L’occasione però viene colta da Rifondazione per chiarire un vecchio episodio: «Ha ragione il Sindaco di Chiaravalle quando richiama il valore dell’Antifascismo chiedendo insieme sobrietà e consapevolezza. Consapevolezza che però è mancata in alcuni momenti. In concomitanza con le celebrazioni per la ricorrenza della liberazione di Chiaravalle nel luglio scorso, il blog cittadino “Unione Civica Chiaravalle” ha inteso commentare quell’avvenimento, organizzato dall’Anpi e dall’amministrazione Comunale – si legge nella nota stampa – Un commento offensivo e calunnioso verso la Resistenza e soprattutto contro alcuni Partigiani chiaravallesi, fino ad insinuarne la responsabilità di aver determinato il bombardamento alla città il 17 gennaio 1944. Purtroppo nessuno ha sentito il dovere di denunciare quella che è una vera e propria infamia con una decisa presa di distanza che doveva, consapevolmente, venire innanzitutto dall’Amministrazione comunale».