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Jesi

Centro storico di Jesi, Bacci: «Rifare le scalette della Morte coi risparmi sul Corso»

L'intenzione espressa dal sindaco a Palazzo Bisaccioni. Dai commercianti l'idea di una Ztl fino all'Arco, «ma prima i servizi per l'accesso e stop al terrore multe». Nel mirino dei residenti sporcizia e manutenzione

L'incontro di Palazzo Bisaccioni: da sinistra Alfredo Benigni, il moderatore Gianni Moreschi, Massimo Bacci

JESI – «Stiamo ipotizzando di ripavimentare le scalette della Morte e via Mastella con i ribassi della gara d’appalto per il rifacimento del Corso». Lo ha spiegato il sindaco Massimo Bacci, ospite a Palazzo Bisaccioni del confronto sul “Futuro del centro storico” organizzato dalla Fondazione Carisj.

«I lavori di Corso Matteotti- ha spiegato Bacci- spero si concludano per ottobre, novembre del prossimo anno. Quanto alla pratica dei parcheggi a pagamento, contiamo di portarla in Consiglio il 25 settembre. Un contenitore come il Mercantini gratuito da anni è, credo, una anomalia assoluta».

Sul nodo dell’accessibilità al centro, il confronto con Alfredo Benigni, operatore commerciale e fondatore nel 1997 dell’associazione di commercianti Jesi Centro. «Per il futuro- ha detto Benigni- a noi commercianti potrebbe anche andare bene l’idea di una Ztl integrale, estesa lungo tutto Corso Matteotti fino all’Arco. Ma prima servono servizi per raggiungere il centro in maniera agevole. Bene una rotazione più rapida della sosta ma almeno con una prima frazione gratuita, per non creare difficoltà al commercio “veloce”. E il cittadino che parcheggia non può essere terrorizzato dall’idea delle multe».

Bacci si è poi dovuto confrontare con le proteste di alcuni residenti dell’area del centro storico fra Duomo a San Pietro, su manutenzioni e pulizia. «Sulle manutenzioni- ha detto il sindaco- tutta la città sconta ritardi di trent’anni di dimenticanza che abbiamo provato ad affrontare. Sulla pulizia, se andava fatto di più, faccio mea culpa. Ma sui piccioni i dati dell’Ispra, che ne calcola la popolazione, dice che siamo passati da quasi 3.300 a 1.460 per chilometro quadrato e va detto che stringenti sono i limiti di legge per intervenire».