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Jesi, cavalcavia di viale della Vittoria: la messa in sicurezza in programma nel 2022

Il Comune ha ottenuto 1,2 milioni di euro per consolidare il ponte di via Gramsci e proseguire con le asfaltature stradali

Viale della Vittoria

JESI – «Un altro milione e 200 mila euro assegnato al Comune di Jesi per mettere in sicurezza il cavalcavia di Viale della Vittoria e continuare a ritmo sostenuto le asfaltature di strade e marciapiedi (tra le altre Viale Papa Giovanni XXIIII, Viale Verdi, ma anche le periferie della città come Via San Marcello, Via Calabria, Via Tabano, Via Montesecco, la zona di Minonna». È il sindaco Massimo Bacci, attraverso i social, a darne notizia.

Non si potrà intervenire prima dell’estate 2022, tuttavia, essendovi dei tempi tecnici per la conferma dei finanziamenti e la predisposizione dei progetti, che fra l’altro sono particolarmente delicati e interesseranno la viabilità di una zona molto trafficata. «Le verifiche– ha evidenziato l’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi – non hanno rivelato criticità immediate per la sicurezza sismica. Ma c’è necessità rimuovere le volte sottostanti il cavalcavia, che non hanno funzione portante e statica e dalla quale in passato si sono distaccati materiali. Andranno demolite, mettendo a nudo le travature che verranno quindi rinforzate, anche con elementi in carbonio. Ma servirà una attenta organizzazione della viabilità».

Successivamente alla caduta di alcuni pezzi di intonaco, infatti, i tecnici municipali hanno subito verificato le condizioni del cavalcavia a salvaguardia dell’incolumità pubblica. «La struttura portante del ponte – si legge nella relazione tecnica – è difforme da quanto inizialmente ipotizzato ed occultata alla vista da soffittature voltate in avanzato stato di degrado. Sono state inoltre riscontrate problematiche diffuse di infiltrazioni e percolazioni di acque meteoriche, presenti anche negli strati di finitura sottostanti la pavimentazione stradale e sovrastanti la struttura orizzontale portante. Sulla campata centrale sono state eseguite prove complementari all’estradosso: sia le soffittature voltate di intradosso indagate che la campata centrale sono risultate in forte stato di degrado. In particolare, le soffittature relative alle campate laterali, a causa delle semplici vibrazioni indotte dagli strumenti impiegati, hanno manifestato varie cadute localizzate di intonaco dall’intradosso, anche in lontananza dal punto di esecuzione della prova, a testimonianza e riprova del pessimo stato di conservazione per forti infiltrazioni d’acqua nelle soffittature stesse».