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Jesi

Jesi, il cavalcavia malconcio del Viale in attesa dei soldi

Servono oltre 500 mila euro per consolidare il ponte che attraversa la strada più trafficata della città. L'amministrazione ha già pronto il progetto definitivo, ma mancano le risorse

Viale della Vittoria e il cavalcavia

JESI – È nel piano delle opere pubbliche del 2020. Il Comune ha già predisposto il progetto definitivo. Ma non ci sono ancora i soldi per il cavalcavia di viale della Vittoria. Il ponte necessita, come noto, di un consolidamento strutturale che richiede oltre 500mila euro di spesa. Risorse che il bilancio comunale, ora, non può permettersi. Si attendono aiuti sovralocali, insomma.

L’amministrazione sta vagliando tutti i bandi regionali e nazionali in uscita per capire se ci sono le condizioni per ottenere finanziamenti. Nel frattempo, è stato rimosso l’intonaco pericolante e piazzate reti di protezione al di sotto del cavalcavia per scongiurare la caduta di calcinacci sulle auto in transito.

I sondaggi portati a termine su via Gramsci hanno evidenziato effettivamente l’esigenza di «interventi di manutenzione tesi ad allontanare le acque dalla struttura portante, nonché azioni di rinforzo della struttura orizzontale per l’adeguamento alle norme. Solo interventi manutentivi, invece, per i sostegni verticali».

Successivamente alla caduta di alcuni pezzi di intonaco, infatti, i tecnici municipali hanno subito verificato le condizioni del cavalcavia a salvaguardia dell’incolumità pubblica. «La struttura portante del ponte – si legge nella relazione tecnica – è difforme da quanto inizialmente ipotizzato ed occultata alla vista da soffittature voltate in avanzato stato di degrado. Sono state inoltre riscontrate problematiche diffuse di infiltrazioni e percolazioni di acque meteoriche, presenti anche negli strati di finitura sottostanti la pavimentazione stradale e sovrastanti la struttura orizzontale portante. Sulla campata centrale sono state eseguite prove complementari all’estradosso: sia le soffittature voltate di intradosso indagate che la campata centrale sono risultate in forte stato di degrado. In particolare, le soffittature relative alle campate laterali, a causa delle semplici vibrazioni indotte dagli strumenti impiegati, hanno manifestato varie cadute localizzate di intonaco dall’intradosso, anche in lontananza dal punto di esecuzione della prova, a testimonianza e riprova del pessimo stato di conservazione per forti infiltrazioni d’acqua nelle soffittature stesse».

L’intervento, in sostanza, non potrà essere posticipato all’infinito. E se dovessero verificarsi ulteriori distaccamenti di intonaco, l’amministrazione potrebbe decidere di correre ai ripari, come è stato fatto per il ponte San Carlo.