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Jesi

Case di Riposo, attività sociali riprese a singhiozzo e stanze vuote per lo spettro del Covid

Massima prudenza nelle Case di riposo della Vallesina dove vengono riservate delle stanze per l'isolamento, temendo nuovi casi di Contagio

Visite in presenza alla Casa di riposo di Jesi

Una ripresa prudente, quella delle attività nelle case di riposo e Rsa della Vallesina dopo l’emergenza pandemica da Covid-19. Proprio le Case di riposo sono state duramente colpite sia nella prima fase che nella seconda, pagando un prezzo altissimo anche in termini di decessi degli anziani purtroppo, categoria fragile e facile bersaglio del virus. Ecco perché da parte delle Direzioni e di chi le amministra c’è molta attenzione e soprattutto prudenza. Con il lockdown alle spalle, tutti gli ospiti vaccinati e la ripresa delle visite dei familiari, a Jesi la Casa di riposo “Vittorio Emanuele II” sta tornando alla piena normalità, anche con le nuove attività di socializzazione programmate dall’Asp Ambito 9 che gestisce la struttura.

Case di Riposo, la situazione a Jesi e nelle strutture dell’Asp Ambito IX

L’estate ha infatti riportato nell’edificio di Via Gramsci feste con musica dal vivo organizzate con l’animatrice Laura e le volontarie Avulss, proiezione di film e relativa critica cinematografica aperta a commenti e spunti di riflessione ed anche uscite in piscina per rigenerarsi in acqua e dare la possibilità, a chi è ancora autosufficiente, di farsi una nuotata. Da settembre, poi, partiranno altri coinvolgenti progetti: dalla lettura dei quotidiani la mattina, ai laboratori di cucina, all’apertura di uno speciale salone di bellezza per manicure e acconciature. Durerà poi un intero anno il progetto di musicoterapia avviato a luglio con Renzo Canafoglia che si tiene due volte a settimana.

Il presidente dell’Asp, Matteo Marasca e il direttore Franco Pesaresi

«Riprendere relazioni e socializzazione era importante per gli ospiti della casa di riposo – ha sottolineato il presidente dell’Asp Ambito 9, Matteo Marasca – e per questo ringrazio il nostro personale, le animatrici e i volontari che hanno impostato un percorso ricco di appuntamenti per mantenere viva l’attività». La struttura è tornata a coprire tutti gli oltre 100 posti disponibili, garantendo standard di sicurezza elevati e assicurando una assistenza costante agli ospiti presenti. Sempre l’Asp ha la gestione di altre Case di riposo ad Apiro, Cingoli e Staffolo, dove le attività sono riprese e i posti letto tutti occupati.

«Una capienza che tuttavia tiene conto dell’emergenza che non è passata – spiega il direttore Asp Franco Pesaresi – quindi rispetto alla capienza massima delle strutture, abbiamo ricavato delle aree di isolamento: si tratta di posti letto (dai 2 ai 4 posti a seconda della dimensione della struttura), che saranno destinati ad accogliere quegli ospiti con sintomatologie che richiamano il Covid e quindi da tenere in quarantena rispetto agli altri. Una necessità, visto che lo spettro della pandemia ancora incombe».

Case di Riposo, la Vallesina

La casa di riposo di San Marcello

Stessa precauzione adottata anche dalla “Fondazione Cesare Gregorini” che gestisce la Casa di riposo di San Marcello. Sono state adottate misure preventive, le visite dei parenti in presenza solo se muniti di green pass e con l’uso dei dispositivi (mascherine). La struttura ha una capienza di 45 persone, ma sono stati ricavati ulteriori posti letto per eventuali isolamenti o sintomatologie da Covid (6 posti). «Manteniamo anche le videochiamate, per chi può muoversi è a disposizione il giardino esterno con postazioni in cui il familiare resta all’esterno e l’ospite all’interno della struttura. Abbiamo anche un citofono esterno con vetrata divisoria per vedersi e sentirsi. Le visite sono generalmente di circa 30 minuti. Abbiamo limitato gli ingressi dall’esterno: ma restano tuttavia attivi il servizio di fisioterapia e animazione, con operatori specializzati in possesso di green pass e periodicamente sottoposti a tampone che viene verificato al triage». I familiari non possono accompagnare il proprio caro dentro la struttura, così per limitare l’impatto psicologico del passaggio dall’abitazione alla struttura è stato introdotto un nuovo servizio: una psicologa che curerà i nuovi ingressi. «Per ora è un servizio temporaneo – concludono dalla Fondazione – ma la nostra volontà è di farla restare in pianta stabile a disposizione degli ospiti».

Due invece i posti letto riservati ai casi sospetti da isolamento nella Casa di riposo di via Gallizzi 2 a Morro d’Alba, dove al momento i 23 posti letto disponibili sono regolarmente occupati. «Le attività di animazione e con le varie associazioni del paese sono però limitate – dice la coordinatrice Laura Casali – cerchiamo di limitare gli ingressi ai soli parenti con una visita di 15 minuti ma all’esterno e sempre se muniti di green pass. I nuovi ingressi devono avere almeno una dose di vaccino fatta. Stiamo tornando molto lentamente alla normalità, però per tutelare i nostri anziani e la loro condizione di fragilità cerchiamo di limitare gli ingressi. Certo, a loro manca il contatto con l’esterno, prima organizzavamo attività, concerti, iniziative ma adesso non lo possiamo fare, è troppo rischioso. Dobbiamo necessariamente essere prudenti», conclude la coordinatrice. Sono riprese le attività anche alla Casa di riposo “Gaspare Spontini” di Maiolati Spontini, con 25 posti letto occupati e la disponibilità di altri liberi. La precauzione impone anche in questo caso, di tenere almeno 2 stanze libere e quindi due posti letto per quei casi ritenuti “sospetti”.