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Jesi

Casa Montessori, il Museo dell’educazione lì dove visse la grande pedagogista – VIDEO

Uno spazio vivo in cui la storia personale e professionale di Maria Montessori dialogano con l'esterno

La stanza delle mappe nella Casa Museo Montessori

CHIARAVALLE – E’ l’immagine di Maria Montessori, grande protagonista del ‘900, ad accogliere ogni ospite in quello che è più di un museo, ma uno spazio vivo di memoria, di riflessione. La casa di allora con dentro la casa aumentata da un programma culturale e da un sistema di rappresentazione visiva ed espositiva, che celebra la donna e con lei il Metodo per l’educazione come libera espansione dell’individualità. La Casa Montessori Chiaravalle, in piazza Mazzini 10, innovativo progetto di riqualificazione e valorizzazione della figura della grande pedagogista, nasce proprio nel piccolo appartamento dove il 31 agosto 1870 nacque Maria Tecla Artemisia Montessori.

Uno spazio vivo, in un condominio dove vivono famiglie, dove si litiga, si passa, dove nascono bambini e inserito in una zona centrale della città molto vivace. E’ il senso dell’evoluzione, della memoria viva, obiettivo perseguito nel progetto di riqualificazione della casa-museo.

Casa Museo Montessori

«Una giornata lungamente attesa, questa dell’inaugurazione, per noi e per tutta la comunità – dice l’assessore alla Cultura, turismo e valorizzazione della figura di Maria Montessori, Francesco Favi – oggi abbiamo il piacere di avere con noi anche Carolina Montessori, pronipote della grande pedagogista, che torna a Chiaravalle per un evento così importante. Era già stata nostra ospite nel 2000 per l’inaugurazione del Centro Studi Montessori. Stavolta, abbiamo voluto fare di più: abbiamo voluto che questa casa-museo fosse più di un centro studi, ma un luogo dinamico, vivo, per raccontare la vita di Maria Montessori e il suo metodo, la sua personalità così all’avanguardia e poliedrica. La dimensione locale e globale al tempo stesso di Maria Montessori, viene restituita attraverso questo museo che sarà punto di riferimento importante per le scuole del territorio e non solo».

Da sinistra: Albani, Colli, Montessori e l’assessore Favi

Figlia unica di Alessandro Montessori, un ispettore della locale Manifattura Tabacchi, e di Renilde Stoppani, marchigiana di Monte San Vito, esponente di una famiglia di piccoli proprietari terrieri, Maria Montessori è stata un personaggio chiave del Novecento con il suo metodo ancora tra i più apprezzati, seguiti e utilizzati nelle scuole di tutta Europa. «Sono commossa di essere qui e vedere come il Comune di Chiaravalle ha voluto omaggiare la vita e il lavoro di Maria Montessori, cambiando la sua casa con un bellissimo lavoro – dice emozionata Carolina Montessori, pronipote della grande pedagogista arrivata ieri da Amsterdam dove vive – è molto bello che il Comune abbia voluto dedicare questo luogo a Maria, rendendolo un luogo perenne dedicato alla sua storia, alla sua opera e alla sua vita. Maria ha sempre viaggiato, ha vissuto una vita nomade, è così bello che oggi con questo museo sia finalmente tornata a casa sua, nella casa natale. Spero che questo luogo ci sarà per sempre».

Il progetto di restauro ha avuto il sostegno della Regione Marche; di Fondazione Cariverona e Banca d’Italia, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Medaglia del Presidente della Repubblica. Una testimonianza viva di modernità che dialoga con l’educazione. «Il punto di partenza per entrare nel mondo meravigliosamente moderno di Maria Montessori è stato conoscere la vastità della sua grandezza – spiega Cristiana Colli, progettista – ho avuto la fortuna di essere affiancata da uno staff di professionisti che mi hanno aiutata a dare concretezza e forma alle idee. Maria Montessori è stata una figura centrale del ‘900 che ha influenzato forme di civilizzazione del secolo breve. Lei nasce alla luce delle candele e muore un attimo prima che lo Sputnik venisse lanciato nello spazio. La sua vita è una infografica, è monumentale come storia, geografia e viaggi, non è una time-line. Maria Montessori comunica modernità e il progetto del museo vivo è stato realizzato proprio con l’idea di comunicare, attraverso le diverse stanze, le sue conoscenze, l’evoluzione dell’educazione, il dialogo col futuro. Le stesse foto appese alle pareti sono come delle lavagne parlanti: le foto sono stampate su magnete, oggi sono queste, domani possono essere smontate e cambiate. Mettere insieme i concetti di conoscenza, libertà e cura è la grande idea rivoluzionaria di Maria Montessori».

La progettista Cristiana Colli

Quattro finestre e cinque stanze chiamate per nome, dialogano con lo spazio pubblico e diventano una casa museo. La Stanza della Mappa, la Stanza del Metodo, la Stanza 3.0, la Stanza di Lettura e la Stanza Verde aperta al cielo, con i bulbi dei tulipani come ideale raccordo tra la terra natia e l’Olanda, terra di adozione per Maria Montessori. In esposizione pochi cimeli concessi dai discendenti, qualche reperto familiare e l’immagine della leggendaria aula dalle pareti di vetro, la demonstration classroom esposta alla Panama-Pacific International Exposition di San Francisco nel 1915, un vero spettacolo dell’educazione. «Questo non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza di quello che dovrà accadere nel nostro lavoro di valorizzazione della figura di Maria Montessori», aggiunge Alfio Albani, Presidente della Fondazione Chiaravalle Montessori. Nel pomeriggio, il taglio del nastro alla presenza delle autorità regionali e dei tanti attori che hanno reso possibile questo grande progetto.