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Jesi

Casa famiglia Cesarini, Bacci: «Mi auguro i lavori prima del 2021»

Ne sarà sede il complesso ex Giuseppine. L'intervento di Aniep, del cui direttivo nazionale l'ex assessora ha fatto parte per anni, e della Onlus che ne porta il nome: «Moral suasion sulla Soprintendenza per il progetto»

Il complesso ex Giuseppine dietro il monumento a Giovan Battista Pergolesi

JESI – «Per la Casa Famiglia Daniela Cesarini mi auguro che i lavori possano partire prima del prossimo anno». Così il sindaco Massimo Bacci sull’opera – per la quale è stato individuato quale sede il complesso ex Giuseppine di Piazza Pergolesi – voluta dall’ex assessora ai servizi sociali che, scomparsa nel 2013, destinò a questo scopo la sua intera eredità al Comune di Jesi.

«È opportuno che al progetto si dia seguito – dice Bacci – nella sede indicata dal voto del Consiglio e dopo che sulla scelta ha effettuato le sue verifiche l’Asp, così come dal Consiglio stesso richiesto. Nella definizione saranno ascoltate e coinvolte la Onlus che a Daniela Cesarini è intitolata e le associazioni che si occupano di disabilità, nel rispetto di tutti gli aspetti normativi».

Daniela Cesarini
Daniela Cesarini

Sulla questione sono intervenute proprio la Onlus Daniela Cesarini e la sede provinciale di Aniep, associazione nazionale delle persone invalide e poliomelitiche del cui direttivo nazionale la Cesarini fece parte per anni.

«Non è da solo a sostenere la realizzazione della casa famiglia – scrivono Aniep e Onlus Cesarini a Bacci – con Lei è gran parte della società civile jesina, che attende la concretezza e compiutezza dei lavori grazie alle risorse consistenti lasciate da Daniela. La invitiamo a non risentirsi se alcune organizzazioni hanno scorto punti deboli nell’elaborato di progetto, punti che andrebbero invece rafforzati per valorizzare appieno la donazione».

Le due associazioni sottolineano: «Riconfermiamo la condivisione della localizzazione centrale, la disponibilità a collaborare per una rapida soluzione – sono ormai trascorsi sette anni – e La invitiamo a esercitare una ‘moral suasion’ con la Soprintendenza, sottolineando il “valore” nobile del gesto e la necessità di ottenere quei piccoli ampliamenti necessari sia all’ottimizzazione degli spazi interni, ora troppo sacrificati, sia all’allungamento delle rampe di accesso per rientrare nelle normative».

Proprio le rampe, viene ricordato, «andranno ad insistere sul cortile interno, rimanendo inalterati i prospetti sulla piazza adiacente e sulle vie limitrofe. Sono già stati autorizzati un ascensore esterno e modifiche alle aperture. Purtroppo i 50 metri quadrati acquistati in più non contribuiscono ad ampliare l’appartamento poiché da questo sono separati dal passaggio pubblico. Ci dichiariamo fiduciosi di poter partecipare attivamente, sin da subito, al miglioramento e alla messa a punto del progetto al fine di rendere la casa al meglio utilizzabile e farne motivo di vanto per la città e di giusta memoria per Daniela».