Jesi-Fabriano

Carabinieri di Jesi: crescono le truffe in Vallesina, ma quasi tutte scoperte

In aumento le truffe, soprattutto informatiche ma la Compagnia di Jesi segna un 30% di casi risolti. I dati illustrati dal comandante maggiore Simone Vergari

JESI – Truffe e furti in Vallesina: l’Arma dei carabinieri è sempre pronta a intervenire, ma spesso il fattore determinante sta nella prevenzione, in quei piccoli accorgimenti che bastano a rendere vita dura ai ladri d’appartamento e a far passare la voglia ai truffatori.

Se ne è parlato oggi nel corso di una conferenza stampa con il comandante della Compagnia carabinieri di Jesi Maggiore Simone Vergari, che ha fatto il punto sull’indice predatorio in Vallesina dispensando consigli utili a prevenire i reati. Consigli rivolti a quelle fasce della popolazione solitamente considerate “fragili” – ma utilissimi a tutti – e che rientrano nel progetto “Cultura della Legalità” promosso dall’Arma dei carabinieri.

«Siamo al fianco dei cittadini non solo nel pronto intervento ma anche attraverso delle iniziative di prossimità volte a prevenire i reati – spiega l’ufficiale – perché talvolta per difendersi dai reati basta stare con gli occhi aperti e applicare dei piccoli accorgimenti». L’indice predatorio in Vallesina, come spiega il comandante, è medio: ossia, l’analisi del numero dei reati predatori commessi (furti, rapine, truffe) e della diversa tipologia in relazione al territorio e alla risoluzione dei casi. Dunque non ci sono situazioni particolarmente allarmanti, anzi analizzando la quantità e qualità dei furti perpetrati sul territorio «la fotografia che ne tracciamo non è preoccupante, tant’è che sono stati scoperti i responsabili del 30% dei furti consumati. Ma non è tanto il tipo di furto, il modus operandi o l’entità del bottino a creare una sensazione di incertezza nel cittadino, quanto la violazione del proprio ambito domestico, della propria intimità e privacy. Per questo, è fondamentale denunciare subito un furto o un’intrusione in casa: qualcuno attende dei giorni prima di venire in caserma a denunciare. Ma un ritardo nella denuncia significa un ritardo nell’avvio delle indagini e l’annullamento degli indizi che potrebbero essere utili alle ricerche dei responsabili».

Il comandante della Compagnia carabinieri di Jesi maggiore Simone Vergari


Furti

Un rapido excursus sulle tipologie di furto. Per i furti in abitazione, è il momento di alzare l’asticella dell’attenzione. «Andiamo verso il periodo estivo, quando le famiglie lasciano l’abitazione per recarsi nelle località balneari e di quelle ore di assenza, anche se in pieno giorno, approfittano i ladri – spiega ancora il comandante – quindi è necessario proteggere il proprio domicilio con grande attenzione: chiudere porte e finestre, utilizzare un sistema di videosorveglianza e dotarsi di un sistema di allarme che può essere collegato direttamente al numero di emergenza 112, basta farne richiesta presso i comandi Arma o la Questura. Anche la videosorveglianza è molto utile, non solo per dissuadere i malintenzionati ma anche come strumento per le indagini. Collegare il proprio sistema di allarme al 112 è possibile sia per i privati che per le aziende».


Truffe

I truffatori stanno sempre sul pezzo, va detto. Si tengono aggiornati su ciò che accade e periodicamente ne inventano una nuova per attirare in trappola le persone, spesso anziani poiché considerati più vulnerabili. Le truffe più comuni come emerge dal confronto con l’Arma di Jesi, sono quelle del finto avvocato per l’incidente di un figlio/nipote, del falso addetto del Comune o dell’Enel, dell’addetto bancario al controllo delle banconote ma anche del finto operatore di polizia. «Mettiamo in guardia chiunque sul fatto che l’Arma o la Questura non invia i propri operatori a domicilio a chiedere denaro o oggetti in oro, anche se mostrano un tesserino o hanno indosso capi di abbigliamento che potrebbero sembrare le nostre uniformi. Quelli possono essere falsificati o simulati, ma l’auto d’istituto no. Se si hanno dei dubbi, bisogna chiamare subito il 112 e chiedere l’intervento di una pattuglia per il controllo. Comunque – aggiunge il maggiore Vergari – in generale la regola è una: diffidare degli sconosciuti e non farli entrare in casa. Diffidare di chi ci vuole abbracciare per strada, perché potrebbe sfilarci monili e orologi. L’Arma vuole proteggervi, ma non siamo ovunque e occorre segnalare tempestivamente».


L’operazione su scala nazionale “Pneus” – svolta nel 2019 proprio dai carabinieri di Jesi che hanno accertato 63 furti e due danneggiamenti commessi da una banda di napoletani sulle auto dentro ai parcheggi dei centri commerciali ai danni di anziani e casalinghe che scendendo a vedere lo pneumatico a terra lasciavano sul sedile borse, portafogli e borselli – ha evidenziato come le tecniche di furto con destrezza si stiano sempre più affinando e quanto occorra essere  sempre molto vigili su ciò che ci accade intorno. «Così come al momento del ritiro del denaro dallo sportello bancomat, fare attenzione a sistemarlo bene nel portafogli prima di allontanarsi dallo sportello facendo caso se si hanno persone intorno o se si sta in un locale affollato, non lasciare incustodita o aperta la borsa».


Compravendite online

Un fenomeno che si è attestato su numeri alti specie dalla pandemia è quello delle compravendite online, sia su siti accreditati che su portali dedicati. E l’insidia è dietro l’angolo, anzi dietro il click. Maggior flusso di acquisti in rete ha coinciso con un innalzamento del numero delle truffe informatiche e purtroppo anche delle vittime, che ingenuamente, hanno acquistato e pagato beni mai ricevuti o sono stati contattati dopo aver messo in rete l’annuncio della vendita di un prodotto e, con un abile raggiro di un sedicente acquirente, sono stati indotti loro a versare denaro su una carta ricaricabile.

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«Già la tipologia di prodotto in vendita e il prezzo la dicono lunga – sottolinea Vergari – un prodotto che di mercato ha un valore alto, non può essere messo in vendita a meno della metà del suo prezzo, perché questo già indica una trappola. Occorre tenere gli occhi ben aperti, ma purtroppo anche l’internauta più scaltro a volte finisce nelle maglie dei truffatori, che comunque quasi sempre riusciamo a individuare e denunciare». Da quanto emerge dall’analisi dei militari jesini sembra che la pandemia e la guerra in Ucraina non siano ancora stati adottati come espedienti per far leva sulla generosità e sensibilità delle persone, ma l’intento dell’Arma territoriale di Jesi è di continuare a dispensare suggerimenti alle persone puntando sulla prevenzione: il progetto “Cultura della legalità” se per i ragazzi viene trattato in ambito scolastico per gli adulti e anziani prevede invece degli incontri nelle chiese.

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