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Jesi

Jesina, via anche Cossu

«Non ci sono le risorse per programmare un futuro, difficile che qualcuno possa avvicinarsi a questa società per dare una mano. Quando sono arrivato, avevo detto che a fine maggio avrei tirato le somme»

Alessandro Cossu, vice presidente operativo della Jesina Calcio

JESI – Via anche Alessandro Cossu e l’embrione di progetto che aveva provato a costruire attorno alle figure dell’avvocato Pietro Panettieri, dell’addetto stampa Marco Pigliapoco e di Graziano Tittarelli, quest’ultimo defilatosi già da qualche settimana. In casa Jesina è ancora e sempre di più caos. «Non ci sono le risorse per programmare un futuro, difficile che qualcuno possa avvicinarsi a questa società (intesa come l’attuale dirigenza, nda) per dare una mano» è in sostanza la spiegazione di Cossu ai suoi saluti.

Da sinistra Gianfranco Amici, Gianfilippo Mosconi, Giancarlo Chiariotti e Alessandro Cossu nella presentazione dello scorso gennaio

«Come avevo detto quando sono arrivato alla fine di gennaio- annuncia l’ormai ex vice presidente operativo- al 30 di maggio avrei tirato le somme con la società per un possibile proseguimento per l’anno successivo. Ieri mi sono incontrato con la società (il proprietario Gianfilippo Mosconi e il presidente e amministratore Giancarlo Chiariotti, nda) ed è venuto fuori che la programmazione per la prossima stagione non si può fare, in quanto ci sono delle difficoltà economiche per ripartire».

Spiega Cossu: «In quest’ultimo periodo, anche per quanto dovuto al Coronavirus, mi sono dedicato a trovare delle soluzioni alternative, e qualcuna sta anche in piedi, e poi alla ripartenza. Quando sono arrivato, anche nella conferenza stampa si era detto che questa società, comunque vada, sia in una categoria che nell’altra avrebbe avuto un seguito. Ma per avere un seguito bisognerebbe avere almeno le risorse per ripartire. Il proprietario Mosconi è stato chiaro: vuole cedere le quote, se no c’è il pensierino di non poter iscrivere la squadra».

Prosegue Cossu: «Arrivato a questo punto non ha più senso che io stia all’interno della società. Quello che sto facendo e che potrei fare lo posso fare anche esternamente: cioè trovare delle soluzioni che possano essere alternative a questa società. Con questa società, qualcuno che aiuti credo che sia una cosa molto difficile, anche perché ho visto che c’è distacco da parte di tutti. Quindi la decisione è di non proseguire con questa società. Tornerei in ballo nel momento in cui dovessi avere una trattativa con qualcuno che sono contatti miei e non della società e che rappresenterò a loro e al Sindaco, che metterò al corrente così come quando sono arrivato».

Da sinistra Graziano Tittarelli, Marco Pigliapoco, Alessandro Cossu e Pietro Panettieri nella squadra presentata a fine febbraio

Conclude Cossu: «Sono a disposizione se ci dovesse essere qualcosa e se dovesse servire, sempre che io non abbia trovato delle alternative. Ma anche se fosse, se c’è da dare una mano per tenere in vita la Jesina, la darò. Sono puntuale, avevo detto “il 30 maggio vi farò sapere cosa deciderò”. La mia è una decisione dovuta: se non c’è un seguito non puoi programmare e non puoi far niente. Fermo restando che chi è venuto con me, sempre a titolo gratuito, come l’avvocato Panettieri, l’addetto stampa Marco Pigliapoco e Tittarelli, che si era già allontanato, nel momento in cui non ci sarò io non ci saranno più neanche loro. Da oggi sono liberato da questa società».

Al momento restano i propositi di Mosconi: cedere la Jesina ma solo interamente e non con subentri parziali oppure compiere il fatidico passaggio delle chiavi al Sindaco perché trovi una soluzione per la sopravvivenza oppure certifichi la scomparsa del club leoncello. Sempre che l’ennesima giravolta non porti alla scelta di andare comunque avanti da parte del presidente Chiariotti.