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Jesi

Buoni spesa, Castelplanio distribuirà 22.600 euro

Presentazione della domanda in formato elettronico, «ma gli uffici del Comune restano comunque a disposizione dei cittadini per qualsiasi aiuto nella compilazione della modulistica», assicura il sindaco Fabio Badiali

Castelplanio
Castelplanio


CASTELPLANIO – Ripartita anche a Castelplanio la distribuzione dei buoni spesa della solidarietà alimentare, affidata anche stavolta all’Asp Ambito 9. La novità di questa seconda distribuzione è la presentazione della domanda in formato elettronico, dal momento che non è più considerata valida quella cartacea. «Gli uffici del Comune – assicura il sindaco Fabio Badiali – restano comunque a disposizione dei cittadini per qualsiasi aiuto nella compilazione della modulistica».

Stessa operazione on line dovranno eseguirla anche gli esercizi commerciali del territorio comunale che vogliono aderire all’iniziativa, ritirando i buoni spesa per l’acquisto di prodotti alimentari. «Castelplanio – ricorda il sindaco – può vantare una dotazione finanziaria di 21 mila euro di risorse stanziate dal Governo, alle quali si aggiungono 900 euro assegnati dall’Avis di Moie ed ulteriori 700 euro derivanti dalla quota del 5 per mille dei cittadini».

Nella precedente ripartizione, sono stati 80 i nuclei familiari assegnatari
dei buoni spesa
che, si ricorda, variano da 150 a 450 euro a seconda del numero dei componenti della famiglia e saranno assegnati con un voucher elettronico che verrà comunicato al beneficiario tramite mail o sms. Nella comunicazione sarà specificato l’importo del buono e un pin personale. Al momento del pagamento nel negozio prescelto il cliente dovrà anche esibire la tessera sanitaria.

I buoni spesa alimentari saranno erogati tenendo conto dell’ordine temporale di arrivo della domanda e prioritariamente a titolari di partita Iva che abbia sospeso o ridotto la propria attività; lavoratori con contratto di prestazione occasionale, lavoro stagionale, lavoro a intermittenza che abbiano sospeso o ridotto la propria attività; lavoratori dipendenti in cassa integrazione a seguito dell’emergenza sanitaria; disoccupati a seguito dell’emergenza sanitaria; nuclei familiari segnalati da soggetti del terzo
Settore o in carico ai servizi sociali o privi di reddito e altre forme di sostegno pubblico.