Jesi-Fabriano

Biodigestore rifiuti, Jesi punta i piedi

Atto di indirizzo della giunta: «Il sindaco voti no in assemblea Ata alla deliberazione che si intende adottare senza alcuna preventiva analisi delle forme di realizzazione e gestione dell'impianto. Si discuta invece quanto proposto da questo Comune»

La giunta di Jesi in videoconferenza

JESI – «Il sindaco esprima in assemblea Ata voto contrario alla proposta di deliberazione che si intende adottare quanto alla realizzazione del biodigestore. E il Presidente dell’Ata sottoponga a votazione dell’Assemblea, entro la fine del mese di luglio, la proposta del Comune di Jesi con l’indicazione degli eventuali correttivi o modifiche necessarie per adeguarsi ai pareri acquisiti da Anac e Agcm (Autorità nazionale anticorruzione e Autorità garante della concorrenza e del mercato, ndr)». Così la delibera assunta dalla giunta guidata da Massimo Bacci, che torna a muovere le acque sul tema dell’impianto unico provinciale per il trattamento della frazione organica dei rifiuti che Jesi, ma non solo, si è candidata a ospitare con un atto di indirizzo votato fra mille polemiche in consiglio dalla maggioranza l’agosto scorso.

Il biodigestore in Trentino visitato da politici e cittadini di Jesi

«Il sindaco – si legge nel nuovo atto di indirizzo della giunta – ritiene che le scelte politiche fino ad oggi compiute hanno generato risultati estremamente negativi a discapito della pianificazione e programmazione della gestione del ciclo dei rifiuti nella Provincia. Ritardare ulteriormente le scelte sulla realizzazione e gestione degli impianti necessari a livello provinciale rischia di provocare ulteriori danni agli Enti locali. Le delibere assembleari dell’Ata nel corso di questi ultimi anni in merito all’affidamento in house della gestione del servizio di spazzamento raccolta e trasporto dei rifiuti hanno portato a ricorsi giurisdizionali e all’annullamento da parte del Consiglio di Stato dei provvedimenti adottati con un evidente danno per le casse pubbliche a fronte delle ingenti spese sostenute per consulenze, perizie e assistenza legale».

Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci

Della questione aveva parlato in consiglio nell’ultima seduta l’assessora all’ambiente Cinzia Napolitano, evidenziando: «Si chiede in assemblea Ata ai Comuni di pronunciarsi sul tipo di gestione dell’impianto – se interamente pubblica, interamente privata o mista – senza che alcuna di queste soluzioni sia stata analizzata e discussa nei rispettivi consigli. E mentre l’atto di indirizzo che pure Jesi aveva adottato, e sottoposto ai pareri di Anac e Agcm, non è mai stato discusso in assemblea».

Cinzia Napolitano
L’assessore all’ambiente Cinzia Napolitano

Nella nuova presa di posizione della giunta, Jesi lamenta: «L’assemblea viene chiamata ad effettuare una scelta della forma di realizzazione e gestione dell’impianto (affidamento mediante gara, affidamento a società mista con gara a doppio oggetto con indicazione della percentuale di partecipazione massima del privato, affidamento in house “previa verifica della sussistenza dei presupposti normativamente previsti”) senza alcuna preventiva analisi in termini economici, tecnico operativi e senza valutare i riflessi che tale decisione avrebbe in termini finanziari per i bilanci dei Comuni soci e degli investimenti che gli stessi dovrebbero garantire a seconda del tipo di scelta effettuata. Viene invece previsto, contrariamente ad ogni corretto iter amministrativo che l’attuabilità della scelta effettuata venga subordinata all’esito dell’istruttoria della struttura dell’Ata».

Al contrario, evidenzia la giunta: «Non viene in alcun modo analizzata, discussa e votata la proposta del Comune di Jesi. Non vengono formulate da Ata proposte correttive all’atto di indirizzo del consiglio comunale avviando un dialogo istituzionale con il Comune di Jesi per la definizione delle eventuali necessarie modifiche da apportare».

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