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Jesi

Biodigestore, il sindaco di Jesi: «Non prima del 2026. Quadro opaco e deprimente»

Duro attacco di Bacci sulla questione rifiuti, sollevata in consiglio da una interrogazione della maggioranza, con il capogruppo di Jesiamo Nicola Filonzi

Il sindaco Massimo Bacci

JESI – «Dopo otto anni e 900 mila euro costati al Comune di Jesi, nessun obiettivo raggiunto. Quadro opaco e deprimente quello offerto dall’Ambito sui rifiuti. Sul biodigestore, è chi gestisce Ata a lasciare intendere che l’impianto non ci sarà prima del 2026 o 2027». Così il sindaco Massimo Bacci in Consiglio, facendo il punto della situazione sull’impianto di trattamento dei rifiuti organici, idea rimasta a tutt’oggi un interrogativo.

La questione era stata sollevata da una interrogazione della maggioranza, con il capogruppo di Jesiamo Nicola Filonzi.

«Da sottolineare – la risposta di Bacci – che sul biodigestore l’Ambito aveva definito un percorso due anni fa. Un anno e mezzo fa il Consiglio comunale di Jesi ha votato una delibera il cui contenuto in tutto questo tempo non è mai stato discusso dall’Assemblea dell’Ata che ha poi deciso, nel luglio scorso, di affidare la realizzazione dell’impianto al soggetto che dovrà essere individuato come gestore unico del ciclo dei rifiuti. Il che dà una idea dei tempi».

Secondo Bacci: «L’Ata ha sempre rimandato e poi deciso di bypassare la discussione sulla delibera di Jesi, con tempi allungati ad arte. Da luglio ad oggi non sono stati fatti passi avanti sulla individuazione del nuovo sito dove realizzare il biodigestore. E ci troviamo con un Piano d’Ambito monco, dove la questione dell’impiantistica è sospesa. In Ata si seguono gli indirizzi del Comune capoluogo e di un partito in particolare, fuori dal contesto dell’assemblea. E con figure in Ata come chi la dirige che, nominato per 6 mesi, è al terzo anno di incarico senza che vi sia stato un bando pubblico. Abbiamo oggi un candidato a gestore unico – dovrebbe trattarsi di Consorzio Ecofon e società Viva Servizi- mentre ai consiglieri di Viva Servizi non risulta alcuna attività svolta per indirizzare la società a questa candidatura».

Per Bacci, «si seguono, a mio parere, percorsi e procedure per più aspetti illegittimi».