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Jesi

Jesi, il bilancio di Volontarja

Il sindaco Massimo Bacci: «Un appuntamento che si è mosso bene nelle due direzioni per le quali era stato pensato: rendere gli operatori del volontariato ancora più coscienti e consapevoli del proprio ruolo e coinvolgere le scuole»

Conferenza stampa di bilancio per Volontarja a Jesi

JESI – Duecento diciotto alunni e alunne di tredici classi coinvolti in 31 ore di laboratori e 18 incontri, con la partecipazione di dieci associazioni. È il bilancio conclusivo dell’edizione 2021 di Volontarja. «Un appuntamento – dice il sindaco di Jesi Massimo Bacci – che credo si sia mosso bene nelle due direzioni per le quali era stato pensato: rendere gli operatori del volontariato ancora più coscienti e consapevoli del proprio ruolo e coinvolgere il mondo delle scuole».

A tracciare il quadro ci sono i consiglieri delegati Matteo Baleani e Tommaso Cioncolini. «L’attività dei laboratori con le scuole – ricorda Cioncolini – è stata “cucita” addosso ad ogni classe, nessun format preconfezionato». Baleani evidenzia «la complicità creatasi fra tutte le componenti di Volontarja».

Per Carlo Bellocchi, del coordinamento delle associazioni di volontariato: «Il percorso, che non si è mai ripetuto uguale, ora deve proseguire. E estendere il suo raggio d’azione anche verso chi sta sopra di noi: la Regione, le direzioni scolastiche provinciale e regionale che, così come è accaduto nelle scuole, vanno chiamate a questo modo di fare cittadinanza attiva».

Porta la propria testimonianza lo studente Tommaso Torcoletti, 3° A Les del Galilei: «Gli incontri ci hanno coinvolti nell’importanza di andare verso il prossimo. Con la maggiore età la mia intenzione è di diventare donatore o volontario». La professoressa del Galilei Francesca Petraccini parla di «altro successo del Comune di Jesi, che si distingue per eccellenza». E la filosofa Susy Zanardo, fra gli esperti partecipi degli appuntamenti, rileva: «Incontri che hanno intercettato valori profondi che ci venivano dall’altra parte, in uno scambio reciproco».

Presenti per l’associazionismo Avis e Monsanocult. Matteo Marasca, presidente dell’Asp Ambito 9, dice: «Se due erano i bisogni cui dare risposta, ovvero ricambio generazionale e coordinamento nel volontariato, si è riusciti per entrambi».