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Jesi

La bicicletta è un must, Stortoni: «C’è stata un’impennata di richieste inattesa»

Il titolare de "Le Velò" di Jesi ci ha raccontato l'ultimo anno della due ruote, tra boom delle vendite, check obbligatori, richieste dei clienti e incentivi statali

JESI- L’avvento della pandemia, paradossalmente, ha accelerato il processo di gradimento della bicicletta in Italia. Entrando più nello specifico, senza voler toccare la dimensione quasi “mistica” delle due ruote senza motore pensando a tutto ciò che hanno rappresentato negli anni, possiamo tranquillamente affermare che l’ultima decade non era stata tra le più fortunate per vendite e gradimento. Le motivazioni risiedevano naturalmente nel boom del moto e degli scooter, nelle sempre minori possibilità di girare in bici all’interno delle città e, talvolta, nella ricerca di maggiori comodità da parte degli italiani.

Le Velò
Un’esposizione organizzata da le Velò di Jesi

Il lockdown, le zone colorate, la sola attività motoria consentita, ma anche lo sviluppo delle ciclabili e la creazione di nuovi modelli di bicicletta, hanno rifavorito il propagarsi della passione ciclistica portando ad una nuova impennata delle vendite negli ultimi trecentosessanta cinque giorni. Di questo, e altro, ne abbiamo parlato insieme a Simone Stortoni titolare del popolare negozio di biciclette a Jesi “Le Velò“.

Stortoni, come giudica l’ultimo anno delle bici?
«Sicuramente lo spartiacque lo troviamo al momento del lockdown dello scorso anno. L’interesse c’era anche prima ma dopo il periodo “forzato” a casa è scoppiata una vera e propria corsa alla bici in quanto rimasta l’unica modalità per far sport. Devo ammettere che le varie richieste hanno messo inizialmente in difficoltà i negozianti ma anche le stesse aziende, comprese le più importanti. L’impennata, nel tempo, ce l’aspettavamo tutti ma pensavamo potesse diluirsi in 4-5 anni e invece si è concretizzata in 4-5 mesi. Per comprare una bicicletta nuova sono serviti tempi d’attesa molto lunghi in alcuni casi».

Una volta acquistata quali sono i check consigliabili?
«A livello di manutenzione i check da fare sono quelli sulle parti meccaniche di usura, sulla catene, sulle pasticche e pattini dei freni, i fili dei cambi. Questo è il minimo indispensabile per far durare un po’ di più il mezzo. Poi consigliamo sempre una bella pulizia e lo sgrassamento della parte della trasmissione che diventa sempre più importante e fondamentale».

Ci sono richieste “personalizzate” a seconda della fascia d’età?
«Allora dobbiamo fare chiarezza. Si stanno diffondendo anche le biciclette elettriche, che abbracciano una fascia d’età molto ampia perché fanno comodo al bambino più piccolo, garantendogli la giusta assistenza anche in salita, e trasversalmente fanno comodo al genitore che può fare passeggiate più ampie insieme ai figli. L’e-bike, inoltre, consente un utilizzo costante sia in settimana per esigenze lavorative che la domenica per l’attività motoria. Tornare a casa dopo lunghe escursioni in buone condizioni fisiche è comunque un fattore non di poco conto».

Siete soddisfatti degli incentivi ricevuti?
«Mi sembra che abbia funzionato tutto correttamente. Possiamo ritenerci soddisfatti sia a livello statale sia a livello regionale, tolta la confusione iniziale che poteva starci poi tutto è filato per il meglio. Noi negozianti scalavamo direttamente i soldi e siamo stati prontamente rimborsati. Anche la gente ha apprezzato e, in tutto questo, è stato anche salvaguardato l’impatto ambientale».