Tornano “a casa” tre libri antichi. Il maggiore Brasili: «Riscriviamo un pezzo di storia»

I volumi erano stati trafugati ma questa mattina sono stati riconsegnati alla bibiloteca diocesana di Jesi da parte del comandante del Nucleo Carabinieri Tpc di Napoli che ha svolto l'indagine coordinata dalla Procura di Isernia. Erano finiti nella rete di un'organizzazione criminale di opere d'arte. Il vescovo Gerardo Rocconi: «La ricchezza è per tutti»

Maggiore Giampaolo Brasili, comandante del Nucleo Carabinieri Tpc di Napoli

JESI – «Siamo particolarmente contenti quando c’è un ritorno a casa delle opere. Per noi è come riscrivere un pezzo di storia». Queste le parole del Maggiore Giampaolo Brasili, comandante del Nucleo Carabinieri Tpc di Napoli durante la cerimonia di consegna, avvenuta questa mattina, mercoledì 13, di tre volumi antichi, di cui si erano perse le tracce, e recuperati nel corso di un’indagine sul commercio di opere d’arte (leggi l’articolo).

I libri settecenteschi tornano per restare alla Biblioteca Diocesana. Erano stati trafugati in data imprecisata, ma grazie all’attività investigativa che è stata condotta dai Carabinieri di Napoli e dalla Procura di Isernia ora tornano a casa. «Abbiamo scoperto 67 furti, di cui 17 riguardano libri, sparsi su tutto il territorio nazionale e risalenti ad un arco di tempo che va dal 1977 al 2017. Non seguivamo libri o opere d’arte, ma i canali delinquenziali, anche all’estero – ha spiegato Brasili – E così abbiamo individuato un’associazione composta da più livelli delinquenziali: ladri, ricettatori e acquirenti finali. Questi libri sono frutto di un sequestro del 2017 e, da allora, la collaborazione tra carabinieri, biblioteca e diocesi è stata fondamentale».

A raccontare l’iter del ritrovamento ci ha pensato il diacono Randolfo Frattesi, direttore del Museo Diocesano, polo culturale, insieme alla biblioteca e all’archivio diocesano, di proprietà della Chiesa. «La denuncia è stata fatta un anno e mezzo fa da Don Cristiano. Il caso è stato trattato subito in Commissione dei Beni Culturali ed è stato attivato l’iter». Come ha ricordato Frattesi, i tre volumi vanno ad arricchire un patrimonio già vasto dell’ente. «La nostra biblioteca riceve continuamente donazioni di libri antichi e vanta 4-5mila presenze l’anno da tutto il mondo».

Alcuni momenti della cerimonia di restituzione dei volumi

Un successo quello dell’operazione che è stato riconosciuto e condiviso anche dal vescovo Monsignor Rocconi. «La nostra biblioteca oggi si sta aprendo sempre più ai giovani e questa restituzione è una conquista anche per loro – ha detto – La ricchezza è per tutti, non solo per qualcuno».

Nell’occasione sono stati riconsegnati anche due testi di Storia della Chiesa a Padre Genga, responsabile della Biblioteca del Convento di Treia che non ha tralasciato le difficoltà della sua diocesi, dopo il terremoto. «Ad oggi il convento di Treia è totalmente inagibile, nel pieno del cratere sismico. Per questo i due testi andranno alla Biblioteca francescana di Falconara, con cui abbiamo costruito una buona rete».

Un bene comune che torna alla comunità proprio nel cinquantennale del comando che ha sgominato il traffico illecito. Un nucleo investigativo che lo stesso maggiotre Brasili ha definito «Un’eccellenza italiana». Ma il lavoro non si ferma: mancano ancora datazione e catalogazione dei testi, per i quali bisognerà risalire ai registri 800eschi e 900eschi.