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Aurora Jesi, quale futuro?

A distanza di qualche giorno dalla retrocessione in serie B, la società sportiva coordinata da Altero Lardinelli conferma le difficoltà ad iscriversi al prossimo campionato. Intanto, però, girano voci...

La Termoforgia Aurora Jesi retrocessa in serie B

JESI – Serie B1 o addio definitivo al basket che conta? Ci si interroga in città, fra i tanti appassionati di pallacanestro. La retrocessione in serie B dell’Aurora, dal 1997 sui parquet di A2 e – per un anno – anche di A1, è una batosta pesante, pesantissima, che potrebbe non esser più “digerita”. La situazione è chiara: i soldi da investire non sono sufficienti. E, a quanto pare, i debiti accumulati non sarebbero pochi. Al momento, fanno sapere i vertici arancioblu, è garantito solo il settore giovanile.

«L’Aurora Basket, a qualche giorno dal negativo verdetto del campo che ne ha sancito la retrocessione, è già al lavoro per provare a costruire il proprio futuro – si legge nel comunicato diramato dal sodalizio guidato da Altero Lardinelli -. A tal fine la società comunica di aver già avviato una attività esplorativa per verificare la sussistenza  e la fattibilità di un progetto economico che le possa consentire la partecipazione, con un ruolo non secondario, nel prossimo torneo di serie B nazionale. All’esito delle risposte che arriveranno dal tessuto economico locale, senza il cui aiuto nessun futuro credibile potrà essere garantito, la società si metterà a lavoro per disegnare un piano di rilancio che le consenta di progettare una pronta ripartenza. Unica certezza ad oggi è l’attività di settore giovanile, dal mini basket ai campionati under che proseguirà regolarmente con lo stesso vigore e gli stessi investimenti posti in atto da sei anni a questa parte».

Senza sponsor, come intuibile, non si può sostenere una squadra professionistica, nemmeno in serie B. Lardinelli sta ovviamente cercando di aggregare, di nuovo, un pool di aziende in grado di restituire entusiasmo, e soprattutto prospettive, a una piazza ormai storica del basket italiano. Innumerevoli le voci di corridoio e le indiscrezioni che in questi giorni si rincorrono, sulla cui veridicità, tuttavia, sarebbe bene non scommettere. C’è chi parla di ritorni importanti, chi ha sentito dire del noto imprenditore pronto a prendersi tutto a patto che si riparta da zero.

La realtà, purtroppo, è che lo sport ad alti livelli ha un costo notevole, che con la crisi economica diventa ancora più complesso da sostenere. E una piccola realtà come Jesi fatica notevolmente a racimolare i soldi necessari per disputare un campionato dignitoso. Insomma, è già stato un mezzo miracolo aver assistito a un ventennio di serie A. Di sicuro, un campionato di serie B1 con un quintetto competitivo richiamerebbe al palas tante persone, anche considerando il ritorno dell’emozionante derby con Fabriano, che con oculatezza e intelligenza sta facendo benissimo quest’anno e si gioca la promozione, ma anche con Senigallia, altra squadra della provincia impegnata ai playoff per la serie A2, e Ancona. I confronti fra gli “addetti ai lavori” proseguono lontano dai riflettori. La speranza dei tifosi è che possano portare all’allestimento di un bel quintetto per tornare a respirare pallacanestro.