Barriere architettoniche: circa due milioni e mezzo per strettoie, gradini e rampe

«Opere come queste sono per tutti, poiché la disabilità dipende dall'ambiente che ci circonda», ha detto l'architetto Luca Marzi. La questione sarà affrontata nel prossimo consiglio comunale e le tavole realizzate sull'argomento presto consultabili sul sito del Comune di Jesi

JESI – Si è svolta giovedì sera (19 aprile) in Municipio la commissione aperta sul Peba, piano di abbattimento delle barriere architettoniche.

Peba commissione jesi
La commissione in Municipio sul Peba

Gli architetti Alberto Federici e Luca Marzi hanno illustrato nello specifico il piano degli interventi e quello delle spese: «In prima battuta ci siamo concentrati sulle scuole, andando a rilevare anche i percorsi che vengono effettuati per raggiungere gli edifici. Come alta priorità abbiamo individuato i parcheggi e i servizi igienici per studenti e docenti, in accordo con chi a scuola ci vive tutti i giorni». Tre i profili di utenza presi in esame: i ciechi totali che utilizzano il bastone lungo, le persone sorde e i paraplegici su sedia a trazione. Tre anche le barriere prese in esame che sono sensoriali, fisiche e comunicative. «Le opere nelle scuole hanno un costo che va dai 450mila ai 700mila euro, comprese le fermate degli autobus, i parcheggi e 17 chilometri di attraversamenti pedonali».

La cifra più importante è quella relativa alla sistemazione di strettoie, rampe inadeguate, gradini, semafori, attraversamenti pedonali fittizi, che si aggira intorno ai due milioni e mezzo di euro. Un lavoro ad hoc quello degli architetti, partito con l’individuazione delle barriere in città e poi con la segnalazione delle criticità da parte dei cittadini. «Cinquantaquattro sono i blocchi semaforici che presentano barriere sensoriali – ha aggiunto l’architetto Luca Marzi – Adattarli costa 1500 euro a palo, costo già incluso nei due milioni e mezzo». «I marciapiedi in città sono in uno stato pietoso – ha commentato la consigliera Silvia Gregori della Lega – L’auspicio è che in qualche modo si trovino i soldi necessari per rendere realizzabile questo progetto». Ha posto l’attenzione sulle barriere comunicative il consigliere del Pd Lorenzo Fiordelmondo: «Sono le barriere più disattese – ha spiegato Marzi – Basti pensare a quanta gente non conosce il linguaggio dei segni». A concludere i lavori è stato proprio l’architetto toscano: «In realtà opere come queste sono per tutti, poiché la disabilità dipende dall’ambiente che ci circonda». La questione verrà affrontata anche nel prossimo consiglio comunale, le tavole realizzate dagli architetti saranno presto consultabili sul sito del comune.