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Jesi

Banchetto Lega Nord contro lo “ius soli”

Sabato e domenica in Corso Matteotti. Silvia Gregori, coordinatrice del Carroccio a Jesi e consigliera comunale: «La cittadinanza è un percorso interiore non solo esterno, un obiettivo, un'accettazione totale di obblighi, doveri e poi diritti dello Stato a cui si richiede»

Un banchetto della Lega Nord in Corso Matteotti
Un banchetto della Lega Nord in Corso Matteotti

JESI – Corso Matteotti ancora una volta “protagonista” del fine settimana con un altro banchetto politico, stavolta allestito dalla Lega Nord Jesi avversa allo “ius soli“.

Domani, sabato 21 e domenica 22 ottobre, davanti alla galleria ex Gabrielli dalle ore 10 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle ore 17 alle ore 19.30 i militanti del Carroccio, guidati dalla coordinatrice cittadina e consigliera comunale, Silvia Gregori, raccoglieranno firme e incontreranno i cittadini che lo vorranno per avere cognizione del problema, visto secondo la Lega.

Silvia Gregori
Silvia Gregori

«Lo “ius soli”, legge approvata in Parlamento nel 2015 ma rimasta bloccata in Senato per mancanza della maggioranza, a nostro avviso creerebbe un danno irreparabile – afferma Silvia Gregori –  condannando l’Italia a diventare una grande colonia dell’Europa e una sala parto per l’Africa e l’Asia, con conseguenze economiche e demografiche devastanti. Attualmente in Italia esiste lo “ius sanguinis” che riconosce la cittadinanza per diritto di discendenza da genitori, uno o entrambi (o avi di accertata nazionalità italiana)».

Secondo la consigliera comunale «dobbiamo guardare il livello di integrazione del richiedente, perchè la cittadinanza è un percorso interiore non solo esterno, un obiettivo, un’accettazione totale di obblighi, doveri e poi diritti dello Stato a cui si richiede».

Andando al particolare «nella mia città, Jesi, vedo bambini di tante etnie diverse che sono nati in Italia ma che, e mi riferisco a quelli di religione musulmana in particolare, non si sentono italiani ma solo appartenenti al territorio italiano, il che è diverso».

«La cittadinanza, ripeto, è un obiettivo, una fusione di valori e sentire comune. E voglio dare merito agli sforzi profusi da tutti coloro che sono diventati dei cittadini italiani modello e condannare chi della cittadinanza italiana vorrebbe farne solo un uso improprio, un mezzo per vivere di sussistenza a nostre spese senza produrre nulla se non, molto spesso, delinquenza, chi dice di sentirsi italiano e poi impone i suoi usi e costumi».