Sanità, a Jesi la commissione: «Personale presto o da metà luglio altri problemi»

In aula consiliare, fra sindacati e tecnici dell'Area Vasta 2, il punto sui problemi della salute sul territorio, in particolare all'ospedale Carlo Urbani. Tra le criticità la carenza di personale, "in fuga" verso altre zone delle Marche

Commissione sulla sanità a Jesi

JESI – «Abbiamo chiesto ai vertici Asur di intervenire in maniera tempestiva, perché se  i reclutamenti di nuovo personale non dovessero essere contestuali alle prossime cessazioni, dalla metà di luglio potrebbero sorgere ulteriori problemi». Così, nella sala del Consiglio comunale, Stefania Mancinelli, direttrice di presidio ospedaliero dell’Area Vasta 2, nel corso della commissione consiliare convocata in merito a situazione e problemi della sanità e in particolare dell’ospedale Carlo Urbani. Nello specifico, i tagli di posti letto e gli accorpamenti di reparti resi necessari nell’intera Area Vasta alla luce della carenza di personale e della necessità di garantire e far rispettare il piano ferie estive.

Una commissione che si svolge alla presenza del nuovo direttore d’Area Vasta 2, Giovanni Guidi (il suo immediato predecessore, Milco Coacci, si era dimesso dopo appena un mese d’incarico), e della responsabile del personale Rosaria Ciancaione. Una riunione che si conclude col duro affondo del sindaco di Jesi Massimo Bacci: «Non c’è la percezione delle difficoltà che tutta la regione sta vivendo, in ogni settore, a partire dall’economia. Occorrono chiarezza, anche sull’eventuale decisione di rivolgersi al privato, e dirigenti all’altezza. Se si è in grado di fare, fate. Altrimenti mettetevi da parte». Gli stessi toni critici erano arrivati dalla consigliera regionale Cinque Stelle Romina Pergolesi ma anche dal consigliere Pd Enzo Giancarli, polemico per l’assenza dal tavolo del direttore generale dell’Asur Alessandro Marini.

In apertura erano stati Michele Stronati, Giacomo Mancinelli, Stefania Franceschini e Paolo Sebastianelli, per sindacati e Rsu, a elencare le problematiche: «Tagli iniqui e un’Area Vasta 2 dove, a differenza delle altre, non si assume e tanti assunti a tempo determinato se ne vanno per trovare contratti a tempo indeterminato e sicurezza altrove. Il problema è solo in parte legato al piano ferie, ci sono carenze di base. Il rischio è che ciò che è stato chiuso non riapra neppure a settembre».

Situazione confermata dall’altra parte del tavolo da Mancinelli: «Ci siamo trovati, per garantire il piano ferie, a dover assumerci la responsabilità di accorpamenti e riduzioni importanti, che non mettono comunque a rischio la salute pubblica ed evitano l’interruzione di pubblico servizio. Il punto è che il piano ferie, così come è, i disagi li avrebbe evitati se i livelli di personale fossero però stati mantenuti. Ma così, fra defezioni e licenziamenti per raggiungere altre aree vaste di maggior appetibilità, non è stato». Ora serve recuperare. Dice Ciancaione: «Subito avviati i contatti con l’area Marche Nord e, con l’Area Vasta 5 per gli Oss, per poter eventualmente attingere da lì e procedere ad assunzioni». C’è anche il nodo dei 4 milioni di euro di tagli per le assunzioni arrivato dal governo ma che potrebbero essere almeno in parte recuperati. «Ancora non c’è certezza di se e quante saranno le risorse aggiuntive».

Il direttore Guidi dice: «Sto prendendo conoscenza delle varie situazioni. Va detto che sin qui, nel 2018-19, in Area Vasta 2 sono state 38 le assunzioni di dirigenti medici, il 46% delle quali su Jesi. Con l’ultimo nuovo primario di ortopedia che si insedierà il 1° agosto, sono 15 i nuovi incaricati a dirigere strutture complesse, il 50% dei quali su Jesi. Si continua a lavorare, in una logica sempre di presidio unico».