Biodigestore, il no a Bacci di Jesi in Comune: «Se ne assuma la responsabilità»

Il sindaco aveva chiesto una condivisione allargata all'opposizione sulla scelta di realizzare l'impianto di trattamento dei rifiuti organici alla Coppetella. «La vocazione della Vallesina deve essere altra, su questo tema la nostra valle ha già fatto la sua parte» la risposta da sinistra

Il biodigestore in Trentino visitato da politici e cittadini di Jesi

JESI – «Il biodigestore alla Coppetella è una decisione già presa dal Sindaco a settembre. Se ne assuma la responsabilità». Così Jesi in Comune respinge al mittente la richiesta del primo cittadino Massimo Bacci di una condivisione allargata all’opposizione nella scelta da prendere sull’ipotesi di realizzare sul territorio comunale, vicino all’Interporto, l’impianto di trattamento dei rifiuti organici dell’intera provincia. Della questione si è trattato martedì scorso, 14 maggio, in commissione consiliare, alla presenza dei responsabili dell’Ata rifiuti provinciale e dei tecnici di Nomisma Group e IGW che hanno illustrato lo studio di fattibilità del biodigestore.

In commissione consiliare i tecnici hanno illustrato l’ipotesi di biodigestore a Jesi

Secondo Jesi in Comune: «La commissione è servita solo per “condire” una decisione già presa dall’amministrazione lo scorso settembre. Adesso però il sindaco Bacci non vuole assumersi la responsabilità di condannare la città a prendersi tutti i rifiuti umidi della provincia di Ancona e per questo ha chiesto che la decisione venga presa in maniera condivisa. Bene. La nostra posizione è chiara, da sempre: noi non siamo contrari a prescindere a questo tipo di impianti e comprendiamo anche l’esigenza di prevederne uno per provincia. Siamo però contrari alla realizzazione di questo impianto nel sito prospettato, perché la vocazione del territorio di Jesi e della Vallesina deve essere altra rispetto a quella dei rifiuti e perché su questo tema la nostra valle ha già fatto responsabilmente la sua parte, a differenza di altre zone della provincia, e anche perchè la Coppetella stessa, essendo zona Aerca (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) non è evidentemente l’area più indicata e è stata già pesantemente vessata».

Prosegue la forza d’opposizione: «Molto chiare sono state anche le dichiarazioni dell’Ata circa la volontà dell’ambito di non forzare alcun territorio e di aver quindi intrapreso un percorso che prevedesse il gradimento del comune ospitante, cioè il Comune di Jesi.  Questo significa, come evidenziato anche dal Presidente dalla Provincia Luigi Cerioni, che se Jesi ritira la propria disponibilità va cercato e trovato un altro sito, sempre all’interno della provincia, e entro tempi ben precisi. Tempi che, temiamo, il sindaco e la sua maggioranza vogliano far trascorrere inutilmente per poi dire che non ci sono alternative. Altro elemento che va sottolineato: il Comitato di cittadini sorto alla Coppetella, quello che Bacci ha definito “il comitato del nulla”, non è mai stato incontrato dall’amministrazione che adesso però chiede all’opposizione condivisione di intenti».

Conclude Jesi in Comune: «Se l’amministrazione Bacci avesse voluto ci sarebbe stato tutto il tempo ed il modo per un confronto vero, prima della decisione che invece è stata già presa, visto che l’assessora Napolitano ha definito questo impianto, così dove previsto, come vantaggioso per il futuro del Pianeta. Ma non è tutto: Bacci ha detto che il biodigestore non è nel programma di mandato. Dunque, stando al contratto di sottomissione firmato dai suoi, ogni consigliere si assuma la responsabilità di quel che vota».