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Jesi

Jesi, il nibbio ferito è tornato a volare

Recuperato quattro mesi fa, è stato riportato in salute e liberato, dopo una doppia frattura, dal lavoro del medico veterinario Gianluca Tiroli, esperto di rapaci e falconiere, dall'appassionato Nicola Marasca e da responsabili e volontari della Riserva di Ripa Bianca, sede della riabilitazione in voliera

JESI – Era stato recuperato in pessime condizioni da una donna e affidato alle cure veterinarie quattro mesi fa. Superata una duplice frattura del femore, è stato liberato ed è tornato a volare l’altra mattina, grazie al lavoro e all’impegno del medico veterinario dottor Gianluca Tiroli, esperto di rapaci e falconiere, dell’appassionato e membro del gruppo Falconieri di Federico II Nicola Marasca, di responsabili e volontari della Riserva di Ripa Bianca presso cui il protagonista della vicenda, uno splendido nibbio, è stato accolto e ha affrontato la riabilitazione in voliera.

Il nibbio curato e rimesso in libertà a Ripa Bianca

Il nibbio era arrivato all’Ambulatorio veterinario Arceviese di Pianello di Ostra dal dottor Tiroli denutrito, con parassiti intestinali e il piumaggio completamente disastrato. Era stato accudito e nutrito e del recupero erano state messe a conoscenza le autorità competenti. Una radiografia aveva rivelato sull’animale una frattura del femore in riparazione, fasciata in attesa della riparazione. Dopo circa un mese, il nibbio, che aveva ripreso a stare bene in piedi, è stato condotto alla Riserva di Ripa Bianca, in una voliera per la riabilitazione. Ma dopo due giorni ecco una nuova frattura alla zampa, in un punto diverso dal primo, che ha costretto a ricominciare da capo: ancora un mese di fasciatura e poi, guarito e dopo un ulteriore controllo radiografico, il ritorno in voliera alla Riserva per altri 30 giorni di riabilitazione. Fino a rimettersi a posto per la liberazione.

Il nibbio curato e rimesso in libertà a Ripa Bianca

«Il nibbio- si spiega- è un migratore, un animale che non sempre si riesce a avvistare nelle nostre zone. La sua liberazione rappresenta una grande vittoria nel campo della assistenza e riabilitazione e la soddisfazione di un grande gioco di squadra. Il soggetto prima della liberazione è stato inanellato dalla Provincia, così che si possano eventualmente vedere i suoi spostamenti, se avvistato».