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Jesi

Jesi, parcheggio chiuso per lavori all’ex ospedale

Provvedimento per poter abbattere alcune alberature e poter eseguire dei lavori accessori. Intanto approvato il progetto preliminare relativo alla demolizione anche dell’ex laboratorio analisi, la palazzina affacciata su Corso Matteotti

JESI – Sarà off limits a partire dalle 13 di domani, martedì 8 ottobre, e fino alle 20 di mercoledì 9 il parcheggio antistante l’ex Ospedale Civile di viale della Vittoria. La chiusura è stata richiesta al Comune, che dal 2015 ha in gestione l’area di sosta proprietà dell’Asur, «al fine dell’abbattimento alberature e lavori accessori». Al parcheggio, cui si accede da via Vittorio Veneto con uscita su viale della Vittoria, non si potrà accedere né tanto meno si potrà sostare, pena la rimozione dei veicoli in difetto.

Intanto sulla sospirata via della attesa demolizione dell’ex Ospedale Civile abbandonato dal 2014, quando l’intera attività sanitaria completò il trasferimento nel nuovo Carlo Urbani, si aggiunge un pezzo in più: approvato il progetto preliminare relativo all’abbattimento anche dell’ex laboratorio analisi, la palazzina affacciata su Corso Matteotti, che dunque rientra a tutti gli effetti fra gli immobili da demolire insieme ai dei due plessi prospicienti il viale della Vittoria. Costo dell’intervento stimato in 670 mila euro.

In tema di recupero della superficie occupata dall’ex ospedale civile, è tutt’ora in vigore, e prorogato fino al 2020, il Piano che prevedeva «riqualificazione e valorizzazione, convertendo l’area ad uso residenziale, commerciale, parcheggi pubblici e parcheggi interrati». L’intera area dell’ex Ospedale Civile si estende per oltre un ettaro e mezzo, le cubature previste, ad oggi non più realistiche dopo la crisi immobiliare, sono state riviste al ribasso: da 58 mila metri cubi a 48 mila. Il trasferimento nel nuovo Carlo Urbani nel 2014 ha posto fine ad una presenza ospedaliera in centro che durava dal ‘700. Proprio il settecentesco Fatebenefratelli, su Corso Matteotti, struttura storica e sottoposta naturalmente a vincolo, resterà in piedi. Suggestiva l’ipotesi a suo tempo suggerita dal progettista dell’abbattimento, l’ingegner Clito Bartolini: «E’ una struttura su tre piani, per 1.200 metri quadrati su ciascun piano. Auspicabile il recupero conservativo e l’insediamento di funzioni innovative e scolastiche. Potrebbe trovarvi spazio il Liceo Artistico, superando i limiti dell’attuale sede». Per la quale la Provincia paga l’affitto dei locali di via Gallodoro. Ma restano le difficoltà di adeguamento alle normative e di fondi.