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Jesi

Jesi, mense scolastiche premiate? «Ne beneficino le lavoratrici»

Botta e risposta fra Filcams Cgil Ancona e JesiServizi. «Preoccupazione per il ricorso in sospeso sulla gara d’appalto» dice il sindacato. Precisa Pisconti: «Garantita ogni tutela dal capitolato, che prevede l’obbligo per l’affidatario, chiunque esso sia, di assumere l’intero personale e con le stesse condizioni»

JESI – «Il Comune di Jesi premiato per le mense? Ne beneficino le lavoratrici del servizio, preoccupate alla luce del ricorso in sospeso sulla gara d’appalto». Così Filcams Cgil Ancona, dopo la notizia dei 210 mila euro riconosciuti al servizio della refezione scolastica jesina dal Ministero delle Politiche agricole, come premio per l’impiego di derrate e prodotti biologici. Ma da JesiServizi, società partecipata dal Comune di Jesi che si incarica di curare e appaltare il servizio, arriva la risposta: «Lavoratrici e lavoratori hanno garantita ogni tutela dal capitolato d’appalto, che prevede l’obbligo per l’affidatario, chiunque esso sia, di assumere l’intero personale e con le stesse condizioni. Quanto ai 210 mila euro, il loro impiego non è certo libero ma vincolato all’utilizzo per l’abbattimento, appunto, dei maggiori costi legati al ricorso al biologico».

«La Filcams Cgil di Ancona- era stato l’affondo del sindacato- apprende dalla stampa locale che il Comune di Jesi verrà premiato dal Ministero dell’Agricoltura per la scelta dell’impiego di derrate e prodotti “bio” nel proprio servizio di refezione scolastica; l’importo riconosciuto per l’impegno profuso sarà di 210 mila euro. Tale riconoscimento è dovuto alla partecipazione dell’amministrazione ad un bando nazionale nel quale il Comune si è aggiudicato l’importante somma. La Filcams Cgil Ancona ritiene che parte di questo merito vada riconosciuto anche alle decine di lavoratrici impiegate nel servizio. Sono circa 65 e ricoprono i ruoli di cuoche, aiuto cuoche e addette al servizio mensa per lo sporzionamento dei pasti presso le scuole».

Raffaella Angalone, componente la segreteria Filcams Cgil Ancona, sottolinea: «Da pochi mesi c’è stato il cambio di gestione, a seguito della gara di appalto, per l’affidamento delle mense scolastiche, che attualmente è concesso in via provvisoria a causa di un ricorso presentato dall’azienda seconda classificata. Questa situazione di incertezza crea particolare preoccupazione fra le lavoratrici che, nonostante siano state tutte assunte dall’azienda subentrante, sono in attesa dell’esito del ricorso». Infine, «L’auspicio della Filcams Cgil Ancona, dunque, è che anche le lavoratrici possano beneficiare, indirettamente, del premio riconosciuto al Comune attraverso il miglioramento delle condizioni lavorative e la valorizzazione del sevizio svolto; a tale scopo, il sindacato chiede un confronto con l’amministrazione per valutare le modalità del riconoscimento».

 

Da sinistra Salvatore Pisconti, Andrea Bordoni e Massimo Bacci

L’appalto è stato di recente assegnato a CamstCir Food ma c’è pendente un ricorso amministrativo, presentato dalla seconda in graduatoria delle partecipanti al bando. Il servizio eroga 280 mila pasti annui fra i Comuni di Jesi e Monsano, 1.650 quotidiani. Importo dell’appalto 4,5 milioni per due anni, rinnovabili per altri due per arrivare ad un totale complessivo intorno ai 10 milioni.

Spiega Salvatore Pisconti, amministratore di JesiServizi: «Il ricorso è di natura puramente amministrativa e sarà il Tar, che ne ha la competenza, a decidere in merito. Ma indipendentemente da chi risulti infine l’affidatario dell’appalto, mi preme evidenziare come ciò non possa e non debba minimamente preoccupare le lavoratrici, che a loro completa garanzia hanno il fatto che il capitolato preveda l’imprescindibile obbligo per il vincitore della gara di assumere tutte le dipendenti del servizio e mantenendone le condizioni contrattuali, compresi gli eventuali avanzamenti maturati nel corso delle precedenti gestioni. Al tempo stesso, va detto che una volta assegnato l’appalto la controparte datoriale delle lavoratrici del servizio non è JesiServizi, fatta eccezione per cinque occupate a tempo pieno e un part time che sono direttamente dipendenti da questa azienda, ma appunto la ditta vincitrice. Quanto ai 210 mila euro riconosciuti al servizio mense scolastiche, si tratta di risorse il cui utilizzo, da rendicontare al Ministero che le eroga, è vincolato alla implementazione del ricorso al biologico nella scelta delle derrate e all’abbattimento dei maggiori costi che ciò comporta. Debbo inoltre dire che al confronto con le parti sindacali siamo sempre stati, e continuiamo ad essere, pienamente disponibili e aperti».