Castelplanio, l’Abbazia dei Frondigliosi riapre le porte

Tre pomeriggi per visitare gratuitamente il bene da riscoprire. Il tutto nel pieno rispetto del percorso di cura degli ospiti della Comunità Terapeutica Algos dell’Oikos, che ha nella struttura la sua sede dal 2011

Presentata l'iniziativa delle visite in abbazia a Castelplanio
Da sinistra Salvatore Tomasso, Lara Ascani, Fabio Badiali, Claudio Cardinali, Roberta Casali e Ilaria Cascia

CASTELPLANIO – Riscoprire la splendida e storica cornice dell’Abbazia di San Benedetto dei Frondigliosi di Castelplanio: è quanto potrà essere fatto per tre pomeriggi, venerdì 12, 19 e 26 luglio prossimi, con una serie di visite guidate a ingresso libero, che riapriranno a tutti le porte di un bene da scoprire. Il tutto nel pieno rispetto del percorso di cura degli ospiti della Comunità Terapeutica Algos dell’Oikos, che nell’Abbazia ha la sua sede dal 2011.

Per prendere parte alle visite, gratuite e negli orari 18 e 18.45, sarà obbligatoria la prenotazione allo 0731-213125 (dalle 9 alle 13) o all’indirizzo info@oikosjesi.it, lasciando nome e numero di cellulare e indicando il numero dei partecipanti.

A presentare l’iniziativa, il sindaco di Castelplanio Fabio Badiali e le assessore alla cultura Roberta Casali e a scuola e servizi sociali, Ilaira Cascia. Con loro il direttore dell’Oikos Salvatore Tomasso, la responsabile dipendenze Lara Ascani e il Responsabile Area Centro Studi, Prevenzione e Progetti, Claudio Cardinali.

L’Abbazia ha una storia che parte dal medioevo e si sviluppa fino ai giorni nostri. «Venne ristrutturata in occasione del Giubileo del 2000- ricorda Badiali- dotandola di una capacità ricettiva di oltre 50 posti. Dal 2011, grazie alla sensibilità della Diocesi di Jesi, ospita la Comunità». Quest’ultima, spiega Ascani, può accogliere fino a 34 persone, attualmente sono 25 gli ospiti più un utente del servizio diurno. Persone che affrontano un percorso psicosociale riabilitativo e di reinserimento, rivolto a quanti abbiano sviluppato dipendenze da sostanze stupefacenti o patologiche di altro genere, come da gioco o da web».
Sarà nel pieno rispetto delle esigenze degli ospiti che si svilupperà il percorso di visita guidata. «Idea che ci vede entusiasti- dice l’assessora Casali- una sperimentazione che ci auguriamo possa portare ad un ulteriore recupero». Per il direttore Tomasso: «Felici di trovare il giusto equilibrio fra fruibilità pubblica dell’Abazia e tutela delle persone ospitate dalla Comunità».