Biodigestore a Jesi, Cna: «Accelerare i tempi del confronto pubblico»

L'associazione di categoria sull'ipotesi di un impianto per il trattamento dei rifiuti della provincia alla Coppetella. «Vantaggi economici ma attenzione alle preoccupazioni di chi abita in zona» dice Possanzini, per Cardinali: «Direzione giusta per l'ambiente»

Il biodigestore in Trentino visitato da politici e cittadini di Jesi

JESI – Un biodigestore per il trattamento dei rifiuti organici alla Coppettella a Jesi? Cna dice la sua: «I pro sono la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio del costo di conferimento dei rifiuti, i 15 posti di lavoro nell’impianto e l’indotto per la sua costruzione e manutenzione. I contro, la costruzione in una zona storicamente interessata da attività ad alto impatto ambientale e la necessità di decidere entro fine luglio per non perdere i contributi. Il poco tempo non è la condizione migliore per prendere una decisione ponderata, l’amministrazione acceleri il più possibile la tabella di marcia di incontri pubblici con i cittadini ed associazioni di categoria». Conclude così il Presidente di CNA Jesi Alberto Possanzini.

Alberto Possanzini

C’era anche l’associazione di categoria fra il pubblico della commissione consiliare che ha visto in settimana Ata rifiuti e i tecnici di Nomisma Group e IGW illustrare caratteristiche e piano di fattibilità dell’impianto che dal trattamento dei rifiuti organici dell’intera provincia di Ancona dovrebbe ricavare biometano e componente per fertilizzanti. Dice Possanzini: «Il biodigestore in progetto presenta sicuramente dei vantaggi di natura economica ed è anche in linea con le attività da mettere in pratica per perseguire una politica di sempre minor impatto ambientale delle attività umane, ma al tempo stesso vanno attentamente valutate le comprensibili preoccupazioni di chi in quell’area ci vive».

Giampiero Cardinali

Secondo il presidente provinciale CNA Settore Costruzioni Giampiero Cardinali: «Va considerato che l’area della Coppetella risulta migliore rispetto alle altre per questioni di natura tecnica, ad esempio la vicinanza con l’uscita della statale 76 permette un facile collegamento con l’impianto da parte dei mezzi pesanti, da non sottovalutare anche la vicinanza dell’allaccio del gasdotto SNAM ad una pressione che non richiede ulteriori strumenti di pompaggio che aumenterebbero il costo dell’impianto. Questo impianto è un primo passo per la realizzazione dell’economia circolare, soluzione concreta, ai problemi ambientali del pianeta».