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Jesi

Disagio giovanile, Campanelli: «Le telecamere come ultima ipotesi»

In riferimento agli episodi di cronaca accaduti al Parco del Vallato l'assessora alle Politiche giovanili del Comune di Jesi spiega come sia necessario «non demonizzare i giovani e neppure però amplificare gli eventi»

L'assessora Marisa Campanelli

JESI –  Gli episodi di cronaca registrati al Parco del Vallato invitano a riflettere se attuare politiche giovanili e di prevenzione oppure mettere le telecamere e attivare le forze dell’ordine.

Di interventi strutturati di prevenzione aveva parlato il sociologo Vittorio Lannutti (leggi l’articolo) offrendo una lettura diversa di quanto accade nell’area verde vicina al centro, rispetto alle più insistenti richieste di telecamere e controlli massicci delle forze dell’ordine. L’assessora Marisa Campanelli, responsabile delle politiche giovanili nel Comune di Jesi spiega: «Credo molto nella prevenzione: abbiamo un tavolo di lavoro in Comune e portiamo dei progetti nelle scuole sul bullismo e sull’educazione all’affettività. Si è costituito in Comune un gruppo giovani con rappresentanti delle scuole e vengono svolte attività contro gli atti vandalici: credo che se la pubblicità viene fatta dai ragazzi per i ragazzi, abbia un impatto maggiore».

cestini Parco del Vallato
Parco del Vallato con i cestini divelti

Ci sono altre iniziative in cantiere oltre a questi progetti?
«Vogliamo dare maggiore risalto ai Centri di Aggregazione Giovanile che ci sono a Jesi. Vogliamo parlare con i responsabili dei Centri per ravvivarli e accogliere più ragazzi. Devono essere maggiormente conosciuti dalla cittadinanza».


Crede che al Parco del Vallato ci sia un’emergenza?

«Credo che viviamo in una realtà tranquilla, certi episodi non vanno sopravvalutati. I giovani non vanno demonizzati: un atto vandalico va condannato ma non amplificato».

Che cosa pensa dell’installazione di telecamere al Parco del Vallato?
«Tempo fa ci era arrivata la richiesta di mettere le telecamere negli asili, io l’ho stoppata subito: abbiamo fatto prevenzione, dialogato con le famiglie, aiutato le operatrici. Ritengo che questo lavoro di prevenzione sia prezioso e vada fatto subito. Le telecamere ci vengono chieste dai cittadini e l’amministrazione le prevede ma in questi settori servono a poco: quando una telecamera riprende un episodio è già troppo tardi. Ecco perché ritengo la prevenzione importante e le telecamere come ultima ipotesi. Il Comune fa quel che può con i suoi mezzi, cerchiamo di fare rete con le associazioni, le scuole e le famiglie».