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Jesi

Ascensori fuori servizio, monta la protesta al cimitero comunale di Jesi

Bloccato dal 28 ottobre, l'ascensore sta creando un disagio all'utenza. Da parte del Comune la difficoltà di reperire i pezzi sostitutivi

L'ascensore del cimitero bloccato dal 28 ottobre

JESI – «Non posso andare a trovare mio marito che sta sulla piramide, troppi scalini per le mie gambe che non reggono. Ma come si fa?». Negli occhi di una anziana che vorrebbe portare i fiori sulla tomba del marito si legge lo sconforto, più che la rabbia. Ha male alle gambe, ma se potesse salire con l’ascensore, tuttavia sopporterebbe pur di salutare il compagno di una vita, pulire la lapide e deporre un fiore del loro giardino. Invece guarda quel cartello affisso sulla porta dell’ascensore nella parte del Cimitero comunale di via Santa Lucia, e gli occhi si velano di tristezza. «È così dal 28 ottobre, ma quando lo riparano?».

Ma come l’anziana, che imprecando si allontana verso la fermata del bus, la protesta è corale. Altre persone avevano segnalato il disservizio e col passare dei giorni, il perdurare della rottura degli ascensori del cimitero. Sembra che, secondo quanto riportato nel cartello di avviso all’utenza, il problema non sia tanto la riparazione quanto la sostituzione dei pezzi dell’ascensore, che si fa fatica a reperire. E così, la parte “alta” del nuovo cimitero, quello che svetta in alto come una piramide che punta il cielo, rischia di restare inaccessibile per chi ha problemi di deambulazione. Come la nonnina incontrata stamane.

“Si informano i cittadini che l’ascensore sito nella zona Ampliamento 4/a del Cimitero principale di Jesi (quello vicino ai fiorai) – si legge nel cartello affisso all’ascensore e firmato dal funzionario comunale incaricato – è BLOCCATO. Saranno necessarie tre settimane per la riparazione, pertanto, purtroppo, per la festività dei morti non si riuscirà a farlo ripartire”. Il Comune di Jesi, in un secondo cartello, specifica che “l’ascensore è fuori servizio per problemi legati al reperimento di pezzi di ricambio” e si scusa del disagio arrecato. Intanto, in questo tempo sospeso, le persone continuano a sperare che il problema venga risolto al più presto.