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Jesi

«Un’app per il turismo rurale e contributi a fondo perduto»: l’idea della candidata Silvia Gregori

La jesina in corsa per le regionali, a sostegno di Francesco Acquaroli, lancia l'idea di mettere in rete le realtà sportive, i centri ippici, i B&B marchigiani: contatto con natura e animali e rilancio del territorio gli ingredienti della sua azione politica

La candidata Silvia Gregori (FI) lancia un progetto di turismo rurale

JESI – Trottano, nel vero senso della parola, le idee della candidata con Forza Italia Silvia Gregori in corsa verso le elezioni regionali a sostegno di Francesco Acquaroli. La consigliera comunale jesina ha scelto la cornice bucolica del Centro Ippico-Scuola di equitazione “Lo Sperone” di Piandelmedico (vicino all’uscita di Jesi ovest della ss76) per parlare di turismo di prossimità e rilancio di un turismo rurale capace di rendere le Marche attrattive, specie in un momento così delicato per l’economia regionale, nazionale e mondiale.

«Dopo il Covid, per valorizzare le bellezze del nostro territorio, bisogna parlare con sempre maggiore insistenza di un turismo di prossimità – spiega Silvia Gregori – un turismo che sia a km zero, per tanti motivi, tra cui quello economico: le famiglie non possono permettersi viaggi all’estero o in regioni molto lontane dal proprio territorio, per cui meglio restare in un contesto locale. Poi è bello scoprire quelle bellezze che non sono state ancora scoperte».

Contatto con la natura, con gli animali e valorizzazione delle bellezze del territorio. Silvia Gregori parla di impegno della Regione per creare una rete del turismo rurale magari attraverso la creazione di una app con indicazioni geografiche, mappe e itinerari: «Si parla di erogare sussidi alle strutture turistiche e alle partite iva – aggiunge – ma il mio obiettivo sarebbe quello di trasformare i prestiti regionali in contributi a fondo perduto».

Le ragazze del Centro Ippico Lo Sperone

Lo Sperone è una realtà che da oltre 40 anni è presente sul territorio e porta l’equitazione come sport e come attività ricreativa alla portata di tutti, dai 5 anni in su, sdoganando l’idea di uno sport d’élite. «È importante dare maggiore risalto in una sinergia di eventi e relazioni di rete anche a strutture come queste – continua la Gregori – dove il contatto con la natura e gli animali crea una simbiosi appagante.

L’equitazione, che crea una fusione tra l’uomo e il cavallo, è uno sport che dona grandi vantaggi. Potrebbe essere utilissimo creare una rete di “A&B”, ovvero “B&B” legati a strutture di questo tipo, dove chi arriva di passaggio nel nostro territorio potrebbe avere l’opportunità di godere del paesaggio, di andare a cavallo poi di degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio. È giusto puntare sulla valorizzazione del nostro territorio in un momento in cui l’industria è fortemente piegata dalla situazione economica e quindi potrebbe rivelarsi una giusta strategia, una possibilità per impiegare le risorse in maniera diversa vedendo il turismo come un’azienda».