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Jesi

Jesi, anziana picchiata a sangue in via Montelatiere: l’aggressore si è costituito

Il giovane, uno studente di 18 anni, è stato identificato dai carabinieri di Jesi. Si sarebbe costituito spontaneamente, presentandosi in caserma insieme ai genitori

I soccorsi sul luogo dell'aggressione

JESI L’aggressore delle due donne in via Montelatiere è stato identificato. È uno studente di 18 anni, straniero. Si sarebbe costituito spontaneamente, presentandosi alla caserma dei Carabinieri di corso Matteotti insieme ai genitori, ammettendo le sue responsabilità.

Pertanto, al momento è a piede libero e non sono stati adottati provvedimenti a suo carico. Le indagini su questo terribile fatto continuano serrate per capire cosa sia accaduto. Era certamente in preda ai fumi dell’alcol dopo aver festeggiato la fine dell’anno scolastico a pranzo con i compagni di classe. Poi si era recato in via Montelatiere per fare jogging, smaltire le pietanze ma soprattutto quello che si era bevuto. Improvvisamente, ha perso la testa e trovandosi di fronte quella anziana di 90 anni l’ha aggredita a calci e pugni, senza motivo. Una follia esplosa all’improvviso, come un black-out. E quando la figlia, 60 anni, è intervenuta, a sua volta è stata picchiata con una raffica di pugni in testa e di calci al costato. «Credevo che l’avesse uccisa – ha detto la figlia – quando l’ho vista in quelle condizioni ho temuto che fosse morta e quando mi è saltato addosso ho pensato che era finita e che mi avrebbe fatto la stessa cosa».

Cosa abbia trasformato quel ragazzo in una furia è inspiegabile: se l’abuso etilico, l’uso di altre sostanze psicotrope o il manifestarsi di una psicosi. Certamente saranno gli esami tossicologici a rivelare cosa avesse nel sangue.

Intanto le condizioni della 90enne restano stazionarie nella loro gravità. È ricoverata all’ospedale Carlo Urbani con una prognosi di 60 giorni, salvo complicazioni. Dimessa la figlia, ma con una serie di controlli clinici da eseguire e terapie da fare. Sarà l’autorità giudiziaria a dover chiarire ogni aspetto.

I carabinieri di Jesi