“Antifascismo” e “resistenza” depennati dallo Statuto, polemica in consiglio comunale

Rinviata la pratica riguardante le modifiche elaborate dal gruppo di lavoro composto da maggioranza e opposizione. L'Anpi ha alzato la voce, dissidi in aula consiliare

La seduta consiliare di Jesi

JESI – Il Comune ispira la propria azione «a difesa e affermazione dei principi fondamentali della Costituzione Repubblicana, dei valori della democrazia, dell’antifascismo e della resistenza». Questo recita l’attuale Statuto Comunale. Un passaggio, relativo appunto alla lotta partigiana, che è però scomparso nella nuova versione messa oggi pomeriggio al voto in aula consiliare. Ed è scoppiata la polemica.

Questa è la nuova formulazione: «Il Comune opera (…)  contrastando l’ideologia nazi-fascista, tutti i regimi totalitari e quelle espressioni, forme o manifestazioni di intolleranza e di odio che sono contrarie ai principi della nostra Costituzione Repubblicana ed antitetiche agli ideali della Città di Jesi e che, proprio per queste ragioni, la comunità jesina ha sempre combattute».

Ecco cosa prevede il nuovo statuto

«Siamo molto preoccupati per quanto si andrà a discutere oggi (29 novembre) in consiglio comunale – ha scritto poco prima dell’inizio della seduta l’Anpi di Jesi -. Una revisione dello Statuto del Comune di Jesi che cancella le parole “Antifascismo” e “Resistenza”, elementi cardine della storia della nostra città. Condividiamo l’appello del nostro presidente provinciale Daniele Fancello e chiediamo a tutti gli antifascisti e democratici di passare in Comune durante la seduta, ore 15.30 circa, per chiedere di rinviare la pratica della modifica dello Statuto in modo di dare la possibilità a tutti i cittadini di valutare e parteciparne alla modifica, ma soprattutto se la maggioranza procedesse ugualmente nella votazione, almeno di emendare il testo mantenendo le parole antifascismo e Resistenza che ad ora sono state cancellate. In Italia c’è stato un unico regime, quello fascista. Nascondersi dietro il termine totalitarismi, o peggio città regia, significa cancellare la storia recente che con targhe e monumenti viene ricordata in molti luoghi della città di Jesi». Un appello fatto proprio dal movimento d’opposizione Jesi in Comune, che per voce della consigliera comunale, Agnese Santarelli ha chiesto il rinvio per la mancata partecipazione della società civile all’elaborazione dello Statuto.

Rinvio accordato dal presidente del consiglio comunale, Daniele Massaccesi, che ha messo al voto la proposta incassando l’unanimità. «Mi auguro si tratti società civile, e non di società incivile, e auspico che tutti i gruppi prendano le distanze da quanto sto leggendo in queste ore sui social. Il gruppo di lavoro che ha prodotto il testo vedeva rappresentati tutti i componenti dei gruppi consiliari, sia di maggioranza che minoranza. Agnese Santarelli ha chiesto la condivisione dell’elaborato con la società civile: questa riflessione può essere condivisa e studieremo le modalità di condivisione. Spero che tale tentativo serva a svelenire il clima, che non mi piace, e che è stato volutamente fomentato da qualcuno. Il nuovo Statuto è stato elaborato in modo serio e democratico da parte di noi tutti».

Jesi in Comune, in replica, ha evidenziato che nessun voto è andato in scena all’interno del gruppo di lavoro.