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Jesi

Jesi, ancora perplessità sul nuovo anno scolastico post-emergenza Covid-19

L'amministrazione inizia a organizzare la riapertura dei vari plessi alla luce delle disposizioni anti-Covid-19, mentre l'opposizione incalza

alunni studenti scuola

JESI – Come sarà il nuovo anno scolastico? È la domanda che tanti, in questo momento, si stanno ponendo. Il governo deve ancora definire le linee guida anti-coronavirus, anche alla luce dell’andamento del contagio in Italia. Ma gli eventuali spazi vanno trovati ora, soprattutto per le scuole che presentano criticità, spazi angusti, o che sono ancora chiuse, Martiri della Libertà su tutte.

Se ne parlerà, di sicuro, in consiglio comunale, venerdì 26 giugno. Due le interpellanze presentate dall’opposizione jesina di centrosinistra. Sarà l’occasione per fare il punto sui provvedimenti assunti e sulle azioni da intraprendere per garantire la massima sicurezza agli alunni e alle famiglie di Jesi. Samuele Animali di Jesi in Comune ed Emanuela Marguccio del Pd chiedono all’amministrazione come intende intervenire a riguardo.

L’argomento al centro del dibattito sarà ovviamente il futuro degli studenti della scuola Martiri della Libertà, ancora interessata da lavori di ristrutturazione. La consigliera comunale democrat vorrà proprio sapere «per quale motivo la giunta Bacci ha atteso fino ad ora per prendere una decisione in merito ai nuovi spazi da destinare al plesso scolastico Martiri della Libertà, e quali sono i provvedimenti che ha adottato o intende adottare per permettere ai quattro Istituti Comprensivi presenti in città di programmare al meglio e con serenità la riapertura delle attività didattiche in presenza». L’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi ha indicato il Mestica e l’ex Tribunale quali sedi alternative in attesa del completamento della riqualificazione, ma diversi genitori e alcuni insegnanti hanno proposto l’ex liceo artistico in zona Montecappone.

Sul tema specifico interviene anche Animali, segnalando effettivamente che quest’ultima opzione è apprezzata da diverse famiglie. «Un ulteriore nodo problematico, per quanto riguarda nello specifico le scuole superiori, è rappresentato dai trasporti da e per i paesi limitrofi che, specie per alcune destinazioni, genera situazioni di affollamento e assembramento che a partire dal prossimo mese di settembre dovranno essere evitate attraverso opportuni interventi su mobilità nella città e tempi della città, oltre che sui mezzi, se non si vuole svuotare di senso le stesse misure apprestate in ambito scolastico».

Resterà all’ex seminario vescovile, invece, la scuola Lorenzini, i cui lavori del nuovo plesso non sono ancora stati avviati.