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Jesi

Caterpillar, mozione di Fratelli d’Italia. Ciccioli: «Documento a disposizione dell’intero Consiglio regionale»

Il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia ha presentato una mozione sulla vertenza Caterpillar la multinazionale che ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Jesi

Carlo Ciccioli

ANCONA – La vertenza Caterpillar al centro di una mozione del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Lo fa sapere il capogruppo in Consiglio regionale Carlo Ciccioli. Il documento «appena depositato»  è aperto e «a disposizione dell’intero Consiglio regionale per poterlo condividere all’unanimità già nella prossima seduta del 21 dicembre».

La multinazionale con sede a Jesi nei giorni scorsi ha annunciato la chiusura dello stabilimento dove lavorano 260 persone. Un vertenza che arriva dopo la chiusura di quella di Elica e che preoccupa per le conseguenze sul fronte occupazionale. Un tema che oggi i sindacati Cgil e Uil hanno portato all’attenzione della manifestazione nazionale che si è svolta questa mattina a Roma.

«Attraverso questa mozione – chiarisce Ciccioli – abbiamo ripercorso le tappe fondamentali della vicenda e ciò che è scaturito il 13 dicembre, quando una rappresentanza dei lavoratori e dei sindacati di categoria, oltre alle Rsu, sono state ricevute dal presidente Acquaroli, dall’assessore Aguzzi, da tutti i capigruppo del Consiglio regionale, nella sala Riunioni degli Uffici Regionali. Al termine della stessa, si è stabilito di inviare una lettera congiunta a firma Acquaroli-Aguzzi all’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, e del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. In attesa che prenda il via la trattativa sindacale, tutti i capigruppo in Consiglio regionale hanno espresso la volontà di attivare i propri rappresentanti di partito a tutti i livelli per far recedere la multinazionale Caterpillar dal nefasto proposito di chiusura dello stabilimento di Jesi».

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia «la decisione assunta dalla multinazionale Caterpillar non è assolutamente dettata da motivazioni di crisi legate alla mancanza di produzione, né di natura finanziaria del gruppo statunitense visto che ha ricavi e profitti in crescita (1,2 miliardi di euro solo nel 3° trimestre 2021) e da 27 anni sono sempre stati corrisposti i dividendi ai soci».

La mozione impegna la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo affinché si arrivi, «nel più breve tempo possibile», al varo delle nuove norme della Legge Anti-delocalizzazioni; a valutare di arrivare a un pronunciamento congiunto, in seno alla Conferenza Stato-Regioni, «visto che la problematica della delocalizzazione selvaggia delle multinazionali, accomuna molte realtà regionali italiane, affinché si possa arrivare a una normativa nazionale nel più breve tempo possibile» e «nelle more, farsi da tramite con il Mise per individuare strumenti di natura economica e finanziaria in grado di salvaguardare i posti di lavoro e il mantenimento delle produzioni in Italia, nello specifico nei territori dello jesino, anche attraverso l’immediata convocazione di un tavolo di crisi specifico ed individuare possibili incentivi per ulteriori investimenti in innovazione tecnologica degli impianti e dello stabilimento». Inoltre la mozione chiede di promuovere «azioni di moral suasion nei confronti della multinazionale».

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