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Jesi

Amazon a Jesi, il sindaco Bacci: «Nessuna pratica è stata presentata»

Il primo cittadino conferma l'ipotesi, ma frena su di un imminente arrivo del colosso dell'e-commerce. «Ad oggi nessun contatto diretto con chi dovrebbe effettuare l'investimento»

JESI – Amazon in procinto di sbarcare in città. Da qualche giorno, a Jesi, non si parla d’altro. Il colosso dell’e-commerce, a quanto pare, starebbe valutando la possibilità di realizzare un grande centro logistico per rafforzare la propria presenza in centro Italia, interconnettendolo alla superstrada nonché a porto e aeroporto. Più di una localizzazione pare sia stata presa in considerazione, a partire ovviamente da Zipa e Interporto, e si parla anche di quasi mille assunzioni. Ma il sindaco Massimo Bacci, pur confermando l’ipotesi, frena su di un imminente approdo.

«È vero che è in corso un interessamento sul nostro territorio da parte di operatori immobiliari, su mandato di gruppi internazionali che operano nell’e-commerce – conferma il sindaco Massimo Bacci -. Tuttavia, nessun atto amministrativo è stato ad oggi formalizzato. Direi che, pertanto, mi sembra in questo momento prematuro dare per fatta un’operazione nella quale il Comune, che dovrebbe esserne direttamente interessato, non ha riscontri di pratiche amministrative presentate, né ha mai avuto contatti diretti con chi dovrebbe effettuare l’investimento».

La vicenda Amazon ha aperto ovviamente il dibattito, considerando le difficoltà occupazionali in Vallesina e l’opportunità che una multinazionale del genere fornirebbe a tante persone in cerca di lavoro. Ha preso posizione anche il presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo: «La prossima apertura di un grande centro logistico di #Amazon a #Jesi è una buona notizia. Servirà l’area del centro Italia e soprattutto permetterà 900 nuove assunzioni. Mi auguro che la società sappia valorizzare i tanti giovani marchigiani in cerca di occupazione e possa prendere in considerazione coloro che in questi ultimi mesi hanno perso il posto di lavoro nel nostro territorio come i lavoratori del deposito Auchan di Osimo».