Accordo Pd-M5S, Daniele Massaccesi: «Ai limiti della decenza»

Il presidente del consiglio comunale di Jesi stigmatizza con forza l'intesa di governo fra democrat e pentastellati, definendo anche incomprensibile la decisione dell'ormai ex ministro Salvini

Il presidente del consiglio comunale Daniele Massaccesi

JESI – «Ai limiti della decenza». È la definizione che Daniele Massaccesi, presidente del consiglio comunale di Jesi, dà del neo governo fra Movimento 5 Stelle e Pd. Nei giorni scorsi, il segretario locale democrat, Stefano Bornigia aveva espresso moderata soddisfazione per l’intesa raggiunta a livello nazionale, pur non nascondendo gli attriti del passato fra le due compagini politiche.

Di tutt’altro parere, Massaccesi: «Pd e Movimento 5 Stelle hanno fatto un governo contro per non andare al voto. Lo considero ai limiti della decenza. La soluzione è tecnicamente corretta, la maggioranza parlamentare è stata trovata, ma da due partiti che si sono insultati e denigrati fino a 10 giorni fa, e con un presidente del consiglio passato dalle accuse di essere un “burattino” agli elogi di grande statista. Forse è un po’ troppo. Le sirene del potere sono forti, così come vigorosa è stata la forza di persuasione dei 500 posti da assegnare nelle società pubbliche entro giugno 2020. Il Pd è stato resuscitato dal Movimento 5 Stelle, che verrà fagocitato. E pensare che i pentastellati erani nati per contrastare il sistema e fin da subito si sono posti quali acerrimi nemici dei democrat».

A scatenare la crisi di governo, come noto, è stato Matteo Salvini dal Papeete Beach di Milano Marittima. «La sua è stata una scelta incomprensibile – prosegue Massaccesi -. Sia nei modi che nei tempi».

«Crediamo sia giusto assumersi questa responsabilità – è stato invece l’auspicio del segretario Pd Jesi, Stefano Bornigia -. Chissà, forse pagheremo le conseguenze di tale accordo, è già capitato in passato. Il nostro partito si è sempre caricato sulle spalle il peso di alleanze complesse, ma necessarie, pur di non mettere in difficoltà l’intero Paese. In un momento così difficile non potevamo fare altrimenti. Ci sono incombenze rilevanti da risolvere, politiche da attuare. Speriamo che le cose si facciano per bene, con serietà. Staremo a vedere».