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Accoltellamento a Jesi, condannato anche il fratello del brasiliano

È accusato di tentato omicidio e lesioni aggravate. Ferì anche lui un 18enne nigeriano all’arco Clementino il 14 novembre del 2020. Un regolamento di conti scaturito forse per motivi di droga

JESI – Si è chiuso anche per lui il primo grado di giudizio. Due anni e otto mesi per tentato omicidio e lesioni aggravate. Questa la condanna arrivata ieri in abbreviato  per un 21enne brasiliano che partecipò all’accoltellamento di un nigeriano di 19 anni all’arco Clementino di Jesi, il 14 novembre del 2020. 

Il fratello più piccolo, 20enne, era stato già condannato a quattro anni, con le stesse accuse, e di recente gli è arrivata anche la conferma di condanna in Appello. Lui avrebbe contribuito all’aggressione picchiando con le mani la vittima che per poco non ci rimise la vita. Ex boxer c’era stato un testimone che lo aveva visto dare pugni alla vittima dell’aggressione.

Era scoppiata una lite quel giorno, un regolamento di conti scaturito forse per motivi di droga. Il nigeriano prima era stato affrontato al parco del Vallato poi all’arco Clementino. 

La Procura aveva chiesto il giudizio immediato per il brasiliano più giovane che era finito anche ai domiciliari. Il fratello più grande era rimasto indagato a piede libero. Chiuse le indagini era stato chiesto il processo anche per lui e, nell’udienza preliminare davanti al gup Alberto Pallucchini, è arrivata la condanna. La difesa, rappresentata dall’avvocato Laura Versace, aveva fatto richiesta di abbreviato. La Procura aveva chiesto una condanna a quattro anni ma il giudice ha ritenuto minore la responsabilità dell’imputato 21enne visto che non era lui che aveva impugnato il coltello. 

Il brasiliano più piccolo, già condannato,è ancora ai domiciliari dopo l’arresto della polizia che era scattato il giorno stesso dell’accoltellamento. Era stata la pm Irene Bilotta ad aver chiuso l’indagine per tentato omicidio. Quel pomeriggio i due si erano visti prima al parco del Vallato dove avevano avuto un litigio. Poi si erano incrociati di nuovo all’arco Clementino dove il brasiliano, aiutato anche dal fratello, aveva tirato fuori il coltello colpendolo più volte e arrivando a sfiorare gli organi vitali del 19enne.

Dopo l’arresto il brasiliano più giovane si era giustificato dicendo di essersi solo difeso perché impaurito visto che il nigeriano lo avrebbe minacciato con un collo di bottiglia.


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